Amministrative a Verucchio: viabilità, turismo e sanità le priorità di Stefania Sabba

Giovedì sera a casa Zanni di Villa Verucchio si è svolto un confronto tra candidati a Sindaco di Verucchio

Giovedì sera a casa Zanni di Villa Verucchio si è svolto un confronto tra candidati a Sindaco di Verucchio al quale ha partecipato Stefania Sabba che, nell'occasione, ha illustrato il suo programma. "Un dibattito sui temi generali di vallata - commenta la candidata a primo cittadino - durante il quale ho messo in fila alcuni ragionamenti per il rilancio di un territorio che non ha più tempo per perdersi in distrazioni politiche, chiacchiere e velleitario gigantismo progettuale. Il concetto di fondo è questo: tutti, a parole, diciamo di volere per la Valmarecchia l’Unione a 10 Comuni perché è il naturale sbocco di questa straordinaria area. Purtroppo sino ad ora così non è stato. E ciò per l’evidente “non convinzione” di alcune amministrazioni. Il ragionamento da fare subito è dunque di sostanza: crediamo ancora nell’Unione? Ci crediamo tutti? Davvero? Io ci credo ma non posso e non voglio permettere al nostro territorio, di rimanere ostaggio di dinamiche rischiose; in tal caso preferisco l’ipotesi di riorganizzare l’unione e di partire con “l’unione di chi ci sta’". 

"Sulla viabilità - prosegue la Sabba - la mia proposta è questa: bisogna aggiornare la progettazione dell’intero asse viario collina/costa e questo a mio modo di vedere non può che farlo la struttura del piano strategico, con cui stiamo già lavorando per il contratto di fiume e per il piano strategico della Valmarecchia. Questa nuova progettazione non deve portare una mega opera dai costi proibitivi, ma una programmazione condivisa da tutti, di interventi di breve, medio, lungo respiro. Su quelli si chiedono i finanziamenti. Io credo ad esempio che la Regione Emilia Romagna sugli interventi iniziali di decongestione di alcuni tratti di Marecchiese (piste ciclopedonali e relative infrastrutture, sistema di parcheggi, interventi sul sistema del trasporto pubblico) possa essere il soggetto protagonista". 

"Riguardo al turismo - sottolinea la candidata - solo un pazzo può pensare che i 10 Comuni della Valmarecchia non si debbano promuovere insieme. Eppure accade. I nostri Comuni hanno ancora numeri troppo piccoli per avere l’ambizione di essere un prodotto turistico autonomo. Ma è lì che dobbiamo arrivare e per farlo dobbiamo immettere managerialità e qualità, e rinunciare agli egoismi di campanile. Occorre individuare una cabina di regia manageriale che veda la partecipazione delle competenze maturate nei paesi in questi anni (penso alle Pro Loco o a strutture di gestione analoghe) e una forte conduzione imprenditoriale, misurata su obiettivi che si danno di anno in anno i Comuni (l’aumento di visitatori nei contenitori culturali e durante gli eventi, la partecipazione sistematica a fiere, l’esposizione mediatica, la crescita di forme tradizionali e nuove di ricettività). 

"Sugli ospedali di Novafeltria e Santarcangelo - conclude - la Regione Emilia Romagna ha fatto tanto, sia per l’ospedale di Novafeltria che per quello clementino. Io ricordo che non ero ancora impegnata in amministrazione, e i Comuni dell’alta valle erano ancora nella Provincia di Pesaro-Urbino, e già a Novafeltria si parlava di una imminente chiusura del suo ospedale. Successivamente all’ingresso di Novafeltria (e degli altri sei comuni dell’alta valle) nella Regione Emilia Romagna, questo rischio è stato scongiurato e insieme all’area vasta hanno programmato investimenti. Ritengo fondamentale l’impegno di tutti, istituzioni e cittadini, per garantire sui territori, la presenza diffusa dei servizi primari significa mantenere le condizioni di permanenza nei territori ed evitare un futuro di desertificazione e di abbandono. Per questo se mi accorgessi mai di servizi primari a rischio, sarei io la prima “a fare le barricate”. Queste le mie proposte realizzabili, concrete e ritengo utili. Lontane dai proclami elettorali di megaprogetti con finanziamenti plurimilionari non si sa bene provenienti da dove, oppure da ipotesi che denotano quantomeno scarsa preparazione e conoscenza dei problemi. Le persone possono essere molto concrete.”
 

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