Arlotti (Pd): "No alla detassazione retroattiva delle piattaforme in mare"

Il parlamentare riminese sottolinea come "Questo andrebbe contro i principi affermati dalla Corte di Cassazione, che stabilisce che le piattaforme sono iscrivibili nel catasto edilizio urbano"

"No alla detassazione retroattiva delle piattaforme in mare". E’ firmata anche dal deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti la lettera inviata da un gruppo di parlamentari al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e ai ministri Calenda, Padoan e Boschi. “La manovra correttiva a cui sta lavorando il Governo conterrebbe una norma interpretativa finalizzata alla detassazione ICI, IMU e TASI, con effetto retroattivo, delle piattaforme di estrazione idrocarburi che si trovano nel mare territoriale – spiega Arlotti. - Questo andrebbe contro i principi affermati dalla Corte di Cassazione, che stabilisce che le piattaforme sono iscrivibili nel catasto edilizio urbano, pertanto assoggettabili a tutti gli effetti ai tributi comunali sugli immobili. La detassazione produrrebbe un danno economico sulla finanza degli enti locali, e quindi sui servizi e sugli investimenti già programmati in base a risorse già regolarmente contabilizzate per il periodo 2011-16”.

In Romagna, ad esempio, sulle piattaforme l’Eni ha versato 2 milioni e mezzo di euro come prima tranche Imu al Comune di Cesenatico. “Un provvedimento retroattivo di detassazione è inoltre lesivo dei limiti generali dell’efficacia retroattiva delle leggi stabiliti dalla Corte Costituzionale. Sul piano politico, infine, ci pare che la defiscalizzazione sia un regalo di altre 300 milioni alle compagnia petrolifere, a danno delle comunità locali, del tutto ingiustificato, in contrasto con le risoluzioni approvate alla Camera, in commissione Finanze nel 2016”. I parlamentari chiedono quindi che il testo che verrà trasmesso alle Camere non contenga la defiscalizzazione retroattiva delle piattaforme. In caso contrario presenteranno un emendamento che sopprima la norma.