Bando periferie, Di Maio: "Nessun voto contro l'accordo Anci: il governo ha bocciato una proposta di modifica"

Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali alla Camera, che ha seguito da vicino l'iter del decreto Milleproroghe e le questioni inerenti le città romagnole.

"Dispiace leggere tante sciocchezze in così poche righe da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle. Ma c’è da capirli: fanno parlare di ciò che succede alla Camera un senatore che sarebbe bene si concentrasse su ciò che avviene nel proprio ramo del parlamento anziché pronunciare inesattezze. L’accordo governo-Anci (che non è un accordo, visto che i sindaci stanno facendo i ricorsi ai Tar e che non c’è nulla di scritto) prevede la promessa da parte del governo di risolvere il problema in un “futuro provvedimento”. Ma intanto il decreto approvato venerdì è rimasto inalterato, e contiene il taglio al progetto periferie che significa il venir meno anche dei 18 milioni di euro per Rimini. Non c’e stata alcuna proposta di modifica del testo che introducesse l’accordo tra Governo e sindaci, che è solo verbale. Se invece l’onorevole senatore ci dimostra che il testo di legge (art.13, commi 2 e 3) non contiene questo taglio, siamo pronti ad offrirgli una cena". Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali alla Camera, che ha seguito da vicino l'iter del decreto Milleproroghe e le questioni inerenti le città romagnole.

"Poi, già che c’è, occorre che spieghi ai Riminesi anche il motivo del voto contrario del suo partito non solo a tutti gli emendamenti in commissione - aggiunge il parlamentare -; non solo alla nostra proposta di tradurre subito il fantomatico accordo con ANCI in norma di legge da inserire nel Milleproroghe (e lo avremmo votato anche noi); ma anche an tutti gli ordini del giorno presentati in Aula per assicurare i finanziamenti previsti dal bando e, tra l’altro, persino quelli specifici per Rimini. E infine spiegherà anche dove erano i suoi colleghi deputati la notte tra giovedì e venerdì quando hanno deliberato la seduta fiume sulle ali dell’entusiasmo (al coro di “fiume-fiume”) salvo poi disertare l’aula e lasciare interamente vuoti i banchi del MoVimento".

"Giova infine ricordare che proprio il movimento 5 stelle e i suoi massimi esponenti locali hanno commentato con compiacimento l'introduzione al senato la norma 'cancella periferie' che tra le altre cose taglia sulla Romagna 40 milioni, di cui 18 a Rimini - conclude il deputato -. Se allora esultavano, oggi che dicono di voler confermare quei finanziamenti (ma non lo fanno) di cosa si vantano? Hanno forse cambiato idea e ora ritengono che quei progetti siano validi? Non molleremo finchè non ci saranno atti e fatti concreti che assicurino davvero (come sarebbe successo senza questo decreto scellerato) i fondi per le nostre città e periferie; se si otterrà qualche risultato sarà solo per la perseveranza, in parlamento e sui territori assieme ai nostri sindaci, con cui stiamo conducendo questa battaglia. Nell'interesse non di una parte, ma di tutta la comunità". 

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