Bonaccini al Meeting: "In 4 anni presenze turistiche passate da 45 a 60 milioni"

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna: "Vogliamo continuare ad affiancare amministratori locali e operatori per rinnovare e migliorare le strutture ricettive rafforzando capacità di accoglienza"

Visita al Meeting di Rimini del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Con lui, sono intervenuti alla kermesse riminese anche gli assessori regionali al Turismo, Andrea Corsini, e all’Agricoltura, Simona Caselli. Al Meeting, il Presidente Bonaccini, ha incontrato allo stand regionale i giornalisti e partecipato a un incontro sul tema: “Le Regioni e l’autonomia differenziata”. “Anche quest’anno - afferma il Presidente Bonaccini - il Meeting di Rimini si conferma forum internazionale di altissimo livello, con la presenza di personalità del mondo della cultura, della scienza, della religione, delle istituzioni, dello sport. Un luogo che guarda e parla alle persone, e anche una ‘vetrina’ importante dove l’Emilia-Romagna, nel suo stand, presenta in appuntamenti giornalieri le sue eccellenze: i tesori della Food Valley e della Motor Valley, la Costa, la Montagna e le città d’arte, fino alla Wellness Valley, le terme e il turismo slow del Circuito dei 18 Cammini per viandanti e pellegrini. Il Meeting è poi un evento che fa bene al turismo regionale: l’Osservatorio sul turismo regionale stima che le presenze agli eventi della settimana del Meeting (tra visitatori, escursionisti, turisti alloggiati, giornalisti, relatori e volontari) ‘potranno produrre ricavi per hotel, appartamenti, bar, ristoranti, trasporti e shopping per circa 23 milioni di euro’”.

“Il turismo - prosegue Bonaccini - è un settore strategico per l’intera economia regionale. In quattro anni le presenze in Emilia-Romagna sono passate da 45 a 60 milioni e vogliamo continuare ad affiancare amministratori locali e operatori per rinnovare e migliorare le strutture ricettive, rafforzando una capacità di accoglienza che qui è davvero unica. Ecco il perché dei 45 milioni di euro che abbiamo stanziato per la riqualificazione di alberghi e realtà turistiche da Piacenza a Rimini - chiude il Presidente - oltre che per gli stabilimenti balneari e la valorizzazione della Costa attraverso progetti di rigenerazione urbana nei Comuni del distretto balneare”. 

Sulle affermazioni di Bonaccini, soprattuto per quanto riguarda l'autonomia, hanno scatenato l'ira dell'onorevole Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, che ha puntualizzato su come il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini "rappresenta tutto ciò da cui la politica lungimirante, riformatrice e vicina alla gente dovrebbe stare alla larga. Lo abbiamo visto oggi durante la sua performance al Meeting dove è riuscito a dire tutto e il suo contrario, esattamente come fa da anni, sorprendentemente graziato da certa parte dei media e della cosiddetta intellighentia progressista regionale che raramente lo mette di fronte alle sue evidenti contraddizioni“.

“Cosa significa che la mancata autonomia è la ‘sconfitta di Salvini’, semmai è la ‘sconfitta dei 5 stelle’, il movimento che ne ha di fatto bloccato la realizzazione - prosegue Morrone. - Lo stesso M5s con cui Bonaccini punta a fare l’inciucio anche in Emilia Romagna per poter sperare di vincere le elezioni regionali, con buona pace della coerenza e delle battaglie feroci tra le due componenti politiche in contrasto praticamente su tutto. Riconosco a Bonaccini una dote, di non fermarsi di fronte a nulla. Neofita dell’autonomia, ricordo che è stato l’ultimo a saltare sul carro autonomista, si è allontanato al momento giusto dal renzismo in caduta libera, pur essendo stato un grande estimatore del neocentralismo renziano. Con l’avvento di Zingaretti, si è riposizionato nell’area più conservatrice del partito, vera erede della storia ‘rossa’ emiliana. Un partito che, tuttavia, è decrepito e minoritario nel Paese, ma non vuole stare fuori dal governo. E per ritornare al centro del potere non si ferma di fronte a nulla, neppure di fronte a un’alleanza innaturale con il peggior nemico, il M5s, pur di non andare al voto. Oggi Bonaccini si dibatte, dunque, tra spregiudicatezza renzista e neoconservatorismo zingarettiano, in chiave anti leghista. Perché è la Lega che fa paura al Pd, perché è la Lega che ha una visione politica del futuro del Paese, ha idee chiare e progetti concreti pronti. Bonaccini non è stato in grado di spiegare cosa intenda fare il Pd sull’immigrazione, sulla sicurezza, sulla giustizia, sulla diminuzione delle tasse, sull’economia, sul taglio dei parlamentari. La stratosferica differenza tra Lega e Pd sta qui. Noi lavoriamo per un paese libero, sicuro e democratico. Il Pd no e lo ha ampiamento dimostrato durante i cinque anni della scorsa legislatura. Bonaccini parla di svolta senza dire quali ne siano i contenuti. Sicuramente perché di contenuti non ce ne sono”.

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