Regionali, nuovo tour in Romagna di Salvini: "Non voglio vincere le elezioni, ma stravincerle"

E' iniziato da Cattolica (la centoventesima piazza dall'inizio della campagna elettorale) il nuovo tour in Romagna di Matteo Salvini in vista della chiamata alle urne del 26 gennaio

"Domenica prossima non voglio vincere le elezioni, ma stravincerle". E' iniziato da Cattolica (la centoventesima piazza dall'inizio della campagna elettorale) il nuovo tour in Romagna di Matteo Salvini in vista della chiamata alle urne del 26 gennaio, che eleggerà il nuovo presidente della Regione. Voce quasi finita, il leader del Carroccio, all'indomani del comizio a Maranello, ha subito lanciato frecciate agli avversari: "C'è più gente a bersi un caffè a Cattolica piuttosto che a Scandiano, il paese di Prodi, con Bonaccini. Vuol dire che è finita". Successivamente Salvini si è recato anche al Sigep dove ha parlato con gli operatori del settore e scattato selfie e foto con numerosi fan.

Prima stilettata sulla pseudo "tassa sull'ombra" di balconi e verande, osservando alcuni residenti ad ascoltare il comizio da casa: "Se c'è troppo sole ad agosto qua sono casini". "Ci saranno cinque anni di lavoro - ha proseguito -. Ci sarà da ripartire, perchè tutti si lamentano dell'assenza dell'assessorato al Turismo, dell'assessorato all'Agricoltura e al Commercio. C'è stata una strage di negozi chiusi. Ogni negozio che chiude è una sconfitta, ma anche meno sicurezza. Ripartiremo quindi dai piccoli imprenditori e dal popolo dimenticato. Il Pd si è sempre occupato delle grandi aziende e cooperative. Noi ripartiremo dal lavoro".

Salvini si è occupato anche di temi nazionali, a cominciare dalle pensioni: "Ci abbiamo messo un anno per smontare la legge Fornero e arrivare a quota 41 anni di lavoro e adesso vogliono aumentare l'età per andare in pensione. Ed i ventenni scappano". Stoccata a Bonaccini: "Noi non promettiamo miracoli e non facciamo il Bonaccini Laqualunque, che promette autobus, scuole e case gratis, niente tasse, riapertura di ospedali. Ma per cinquant'anni che cosa hanno fatto?".

Suonano le campane e Salvini coglie l'assist citando Giovannino Guareschi: "Chi non ha la fede in Dio è come un cieco che non vede i colori del mondo. Ci rimproverano di non avere fede e io sono convinto che ci sia qualcuno più in alto che ci accompagna durante le nostre giornate e non debba dare fastidio a nessuno. Poi ognuno crede al Dio che vuole. C'è poi qualcuno che le campane le vuole spegnere e chi ha proposto i tortellini senza carne di maiale. Facciamo la piadina senza squacquerone e siamo a posto".

Salvini ha anche ricordato Marco Pantani. "La Romagna è una terra di gente che non si arrende mai. Quando Pantani cadeva si rialzava e tornava a vincere alla faccia di tutto e di tutti". Poi è tornato sulla campagna elettorale, annunciando gli impegni della prossima settimana: "Siamo una squadra unita. E grazie a queste elezioni sto visitando luoghi incredibili. Sono stato a San Patrignano, dove ho pranzato con i ragazzi che stanno combattendo per liberarsi dalla droga. E' un modello al mondo. E c'è chi vuole legalizzare la droga, vendendola nei negozi. La droga fa male, è meglio un bicchiere di Sangiovese".

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E ancora case popolari ("prima agli italiani, poi al resto del mondo") e infrastrutture (aeroporto di Forlì e ampliamento del porto di Rimini): "Nella manovra c'è anche la tassa sui porti, senza dimenticare quella sulla plastica e lo zucchero e il blocco della ricerca del gas in mare con migliaia di posti di lavoro a rischio. Adesso la sinistra è contro i lavoratori e il massimo che riescono a fare è cantare "Bella Ciao" col Rolex al polso". E ancora: "C'è Berlinguer che si rivolta nellla tomba. Se incontrasse Renzi o Zingaretti gli verrebbero i brividi. Il Pd è diventato il partito dei banchieri e milionari". E' anche tornato sul caso Gregoretti: "E' una barzelletta che va avanti da mesi. Io chiederò di essere processato per chiarire la questione una volta per tutte. E sarà un processo contro l'intero popolo italiano". Salvini ha poi fatto visita al Sigep, concedendosi a selfie e strette di mano. 

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