Il Comune si confronta con l'associazione Occupy Rimini

L’Amministrazione comunale ha incontrato venerdì mattina nelle sale dell’Assessorato alla Cultura i rappresentanti dell’associazione “Occupy Rimini”

L’Amministrazione comunale ha incontrato venerdì mattina nelle sale dell’Assessorato alla Cultura i rappresentanti dell’associazione “Occupy Rimini”, onorando l’impegno preso all’indomani dell’occupazione da parte di Occupy Rimini della palazzina di via Dario Campana di Amir spa, avvenuta una decina di giorni fa. L'obiettivo era valutare nel merito contenuti e proposte e trovare percorsi per progetti anche comuni con tutti coloro che vogliono impegnarsi sul campo dei bisogni sociali della Città.

Un’apertura al confronto sulle cose e sui programmi, hanno ribadito gli assessori Nadia Rossi, Massimo Pulini, Sara Visintin presenti all’incontro, su cui l’Amministrazione comunale, a sei mesi dal suo insediamento, è pienamente impegnata: da una parte raccogliendo le idee e le proposte delle associazioni, gruppi di persone che vogliono impegnarsi in progetti per la città, dall’altro avendo avviato una ricognizione profonda di tutti gli spazi pubblici che per loro caratteristiche si possono prestare a un utilizzo pubblico.

Del resto il progetto de "il Palazzo si apre alla Città" in tutte le sue parti, da quelle note e frequentate dai riminesi a quelle ancora sconosciute o nascoste, è stato uno dei temi forti di maggior novità in questi primi sei mesi di legislatura: dall’apertura del teatro “In-Stabile” del Galli, col De Bello Gallico o con lo spettacolo di Capodanno, alla riscoperta del chiostro degli Agostiniani in occasione del Sigismondo d’Oro. Momenti non episodici ma che costituiscono un filo conduttore per altre iniziative alla riscoperta e riutilizzo di spazi dimenticati.

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L’area del Lettimi ad esempio, o dell’ex Macello. Progetti ambiziosi, da portare avanti con chi ci sta, che devono però avere la caratteristica di non rispondere esclusivamente ai propri bisogni e progetti di gruppo, ma essere a disposizione dell’intera città. Come col progetto Ci.Vi.Vo per favorire lo svolgimento di attività di volontariato civico attraverso uno stretto rapporto di collaborazione col Comune; o l’ investimento sui percorsi di partecipazione del Piano strategico che oggi portano al “Piano strategico del sociale”, fatto non solo dall’Amministrazione comunale ma con chi opera sul fronte dei bisogni sociali delle persone. Definita la disponibilità degli spazi, definita la direzione di marcia, sarà nei prossimi mesi il confronto con tutti coloro che hanno a cuore la vita sociale della città a definire chi saranno i protagonisti e gli obiettivi di questo percorso comune.

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