Elezioni a Riccione, disaffezione dei giovani al voto. Vescovi: " Sta a noi credere in loro"

"La mancata partecipazione dei giovani al voto dell'11 giugno pone una domanda diretta a chi si candida a governare la città", afferma Vescovi

Disaffezione dei giovani al voto. Sulla questione, alla vigilia della domenica di ballottaggio, interviene il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, Sabrina Vescovi: "La mancata partecipazione dei giovani al voto dell'11 giugno pone una domanda diretta a chi si candida a governare la città - esordisce -. Ma noi cosa facciamo, cosa abbiamo fatto in questi ultimi anni, per i nostri giovani? Non abbastanza. Guardando ai giovani, al loro futuro, voglio mettermi nei panni dei nostri ragazzi, pensando ai loro bisogni e alle motivazioni con cui stanno costruendo la loro vita. Il rilancio della nostra città non può prescindere dal talento dei nostri figli, dalla loro creatività e voglia di fare. Sta a noi credere in loro, offrirgli possibilità e occasioni. Ma al di là delle belle parole cosa possiamo concretamente fare?  Intanto, partendo dalle loro emozioni e speranze, cominciare a ripensare le politiche giovanili, mettendole in condizione di dare ai nostri ragazzi piccole e grandi risposte".

"Mettiamo subito una bella croce sopra ad iniziative di cui possiamo fare tranquillamente a meno, come quella Far West - costatoci la bellezza di 100mila euro - e destiniamo ai giovani i soldi risparmiati - prosegue -. Si tratta di una somma importante che spenderemo, molto più volentieri, per sostenere le spese dei ragazzi e delle loro famiglie. Quindi bonus libri da 50 euro per tutti gli studenti delle scuole medie, per l’acquisto dei testi scolastici. E rimborsi dei costi per autobus e treno necessari agli spostamenti di studenti delle superiori e universitari, dando così ai ragazzi la possibilità di avere più risorse da spendere nelle attività che preferiscono, quelle sportive ad esempio".

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"Gli studenti riccionesi ci stanno poi chiedendo anche più spazi per studiare. Una Biblioteca con orari di apertura più flessibili, anche in pausa pranzo, per evitare così di dover andare a studiare a Rimini o a Cattolica. E aule studio, con una diversa collocazione, attrezzate di wi-fi e aperte a orario continuato, sabato e domenica compresi - chiosa -. Altre risorse andranno poi recuperate per un bando che faciliti gli scambi interculturali, viaggi di studio-formazione-lavoro all’estero. Con la prospettiva poi di far incontrare meglio domanda e offerta di lavoro, pensiamo utile anche recuperare un’esperienza importante come quella dell’Informagiovani, ridando sostegno a nuovi luoghi di sviluppo dell’impresa giovane, anche grazie ad uno spazio destinato al co-working".

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