Elezioni, l'anniversario speciale di casa Cecchetto: "Forza amore, sarai un sindaco che saprà fare sognare"

La moglie Mapi scrive una lettera amarcord per i 27 anni di matrimonio, tra aneddoti e sfide vinte dal talent scout

Mapi, Claudio Cecchetto, Jovanotti e Fiorello

Nella corsa alle elezioni Claudio Cecchetto ha sempre dichiarato il suo amore per Misano. E l'amore torna di nuovo protagonista di questi giorni frenetici verso il voto. Questa volta però è una promessa eterna che sua moglie Mapi rinnova con un amarcord per i 27 anni di matrimonio che festeggeranno domani. Mapi scrive infatti una lettera aperta in cui sfoglia l'album dei ricordi, dal giorno del sì alle tante sfide vinte dal talent scout e portate avanti con passione e determinazione.

"Siamo sposati da ventisette anni. Ero una ragazzina con un abito di seta bianco, in equilibrio instabile sul tacco dodici, dentro ad una chiesetta, bellissima, di Riccione. Da quel giorno ho visto Claudio innamorarsi molte volte. L’ho visto accendersi, mettere a fuoco una visione e partire. E’ successo con Lorenzo, con Max, è successo con Gerry, con Amadeus, con Fabio Volo. È successo con Deejay, quando Claudio era ancora a caccia di ripetitori ma nella sua testa c’era il progetto, il pianeta straordinario che la sua radio sarebbe diventata. C’era l’innovazione che ha portato, la creatività, la capacità di proiettarsi in avanti, la forza comunicativa, il desiderio di pensare, definire, dare spazio e tempo al talento. L’ho visto imprenditore, creativo, coach, produttore, motivatore, tecnico, non perché sappia fare tutto ma perché sa scegliere le persone giuste, il momento giusto, le strategie giuste, le intuizioni che ti spiazzano e poi diventano azioni, concrete, giuste.   E anche questa volta Claudio si è innamorato, non ha ascoltato chi ha cercato di dissuaderlo ed è partito, per Misano. Ho condiviso sempre, tutte le sue scelte perché ne ho, ogni volta, riconosciuto il valore, la direzione e il senso. Anche oggi sono qua e lo sostengo, non solo per amore. Lo sostengo perché so che questa per lui non è una sfida, non è una scommessa, non è ambizione o desiderio di potere, è un impegno. Una promessa. Una promessa sincera e pulita, piena di volontà, energia e passione. Ed è una promessa concreta di cambiamento, di innovazione e successo. E’ quello che sa fare lui, quello che ha sempre fatto. Una promessa pensata nel rispetto di ciò che c’è, che è un tesoro. Misano è piena di bellezza, di potenzialità, di possibilità. Non c’è nulla da stravolgere, nulla da distruggere o negare, a Misano è pronta per accendersi. La scelta sarà sul tipo di energia. Quale tasto, come e che cosa illuminare.

La vera scelta sta lì, in bilico tra desiderio e timore, tra rinnovamento e stasi, tra apertura e ripiegamento. Questo è il momento di fare il passo, il salto. Un lancio, sì, ma in sicurezza. Non ho mai visto Claudio tradire, né una persona, né un’aspettativa, mai un progetto comune. E’ arrivato il giorno, quello della svolta possibile. Nel limite rassicurante del già visto e già vissuto tutto si ferma e poi si perde. Non c’è crescita, non c’è prospettiva. Misano merita di potersi affrancare dal destino di chiusura dei suoi negozi in centro, merita di riempire di vita le strade che portano al sole del suo entroterra e tutti quei suoi prati, sembrano fatti per correre ma l’erba è troppo alta per andarci a giocare. Merita di potersi affrancare dalla fuga dei ragazzi che ci vengono solo a dormire, perché a vivere si va altrove, dalla rassegnazione di non investire, non provarci più, chiedere finanziamenti e non pensare, invece, dignitosamente, a crearne. Claudio fa succedere le cose, non le compra, con lui accadono. Non un mago, ma una figura di riferimento solida e credibile per piccole e grandi aziende fans, sponsor che hanno da sempre investito su di lui e sulla sua creatività. Si fidano. Claudio non ha mai promesso nulla a nessuno senza aver calcolato e immaginato il percorso, senza aver davvero visto e poi messo in atto la strategia per poter mantenere la parola data e restituire, in conversione.

E Claudio a Misano ci sarà, tutti i giorni e ci stupirà, tutti i giorni, per come saprà essere coerente, capace e solido nelle scelte amministrative, creativo e intuitivo in quelle sociali e comunicative. Claudio è in corsa, si è proiettato, sa dove Misano può arrivare. Oggi, dopo aver parlato, parlato, parlato per mesi, lui che è un uomo del fare e non del parlare, non vede l’ora di cominciare, di dimostrare, di riuscire. Mi chiedono spesso il perché.  Quale sia la spinta, magari il secondo fine. Non c’è secondo fine, c’è il primo  e rispondo con le sue parole: “ Ho fatto tanti programmi ma questo  è il più bello della mia vita”. Passione. E a Misano ho incontrato tante persone straordinarie che fanno della propria passione il senso dell’impegno, gli uomini e le donne che si spendono, senza contare il tempo e la fatica, si spendono per un hotel, il loro, che va slavato, per una spiaggia, per un locale, per un terreno, per gli allievi di una classe, gli uomini e le donne delle associazioni, dei centri spostivi, musicali, ricreativi, solidali, di aiuto alla disabilità e alla genitorialità. Li ho conosciuti tutti e mi sono commossa. Passione, sanno di che cosa si tratta, che grandi imprese permetta di compiere. E’ un programma di passione quello di Claudio, un programma di scoperta e lancio del talento più grande che abbia mai riconosciuto: non una persona ma una città.
Il suo è un programma d’ascolto ed è un programma di soluzioni.  Claudio è un vero leader, ha creato una squadra che è un gioiello. Chi li ha conosciuti lo sa. Ognuno così centrato su competenze specifiche, eppure così capace di condivisone e passione. Quella di Claudio sarà una giunta capace di aprire il dialogo, il confronto e l’accoglienza, in continuo scambio con la vere forze motrici di questa realtà: i comitati, le associazioni, gli imprenditori, gli artigiani, le famiglie, le persone.  E sarà festa. Festa, per Claudio, non significa, come si crede, alzare il livello delle luci stroboscopiche e dei decibel, festa significa abbassare quello della solitudine. Significa lavorare per una comunità educante, per l’inclusione, il rinforzo, la moltiplicazione delle possibilità. Significa lavorare sulle difficoltà, prendersene cura, davvero, e fare dei punti di forza un asso da giocarsi per il bene di tutti. La relazione con gli uomini e le donne della sua squadra, così elastica, continua ed aperta è il modello di relazione che lui avrà con i cittadini. La sua sarà un’amministrazione di rete, fatta di porte aperte, non sopporta le porte chiuse, neanche in casa, fatta di impegno, dedizione. Un’amministrazione che saprà anche sognare. Sì, perché la politica, quella di oggi, forse si è arresa alla disillusione, all’aggressività, alla volgarità, al tecnicismo, ma quella che sostiene il vero significato della parola, quella che guarda al bene e al futuro della comunità, deve saper volare. Chi resta a terra resta indietro.

“I Have a Dream” è stato il discorso politico e sociale più rivoluzionario e concreto della storia. Ai nostri figli cos’altro insegniamo se non a sognare? Quando li portiamo a scuola, a danza, a calcio, ad inglese, quando li portiamo in bici davanti al mare, quando spegniamo cellulari e li consoliamo, quando raccontiamo loro che il futuro li aspetta e che devono farne qualcosa che assomigli a ciò che sono, qualcosa di bello, efficace e vero, quando diciamo che “noi” vale più di “io”, quando li aiutiamo a difendere un’idea, un principio, un valore, un amico, una loro fragilità, cos’altro facciamo se non insegnare a sognare? E poi?  Vogliamo che smettano? E Noi? Dobbiamo smettere? Per poter sognare, però, bisogna essere liberi. Operare scelte autonome, avere una mission che parte solo da dentro. Claudio lo è, libero, non ha mai avuto capi che gli dicessero che cosa fare e oggi, non ha bandiere gigantesche sulla testa che ne limitino le scelte. Bandiere che purtroppo non significano appartenenza, né rassicurazione, sono simboli assertivi di potere, schiacciano, sono filtri, definiscono gli interessi solo di alcuni. Le grandi bandiere dei partiti si occupano della visione d’insieme, una visione nazionale, una visione in cui le piccole realtà territoriali sono strumenti, non obiettivi. Una visione a cui rendere conto. Claudio è libero perché è un elemento neutro rispetto a tutti i poteri. Non si identifica con un simbolo, si identifica solo con la volontà e la capacità di lavorare su soluzioni proiettate al di là di ogni schieramento. Dovrà rendere conto solo ai misanesi.
Credo che chi sceglierà Claudio lo farà per fiducia, non solo fiducia in lui, fiducia in sè stesso, come faccio io, ogni giorno, da così tanto tempo. Fiducia nelle proprie capacità e nei propri talenti, fiducia nelle proprie ambizioni e potenzialità che con Claudio vicino passano, sempre, dal possibile al vero. Chi sceglie Claudio, l’ho visto negli anni, ha una spiccata attitudine alla felicità. E a Misano di persone con attitudine alla felicità ne ho incontrate tantissime. Tutte. “Misano Ti Amo” non è un claim, è la verità. E come scrive Lorenzo (Jovanotti) a proposito di amore, felicità e sogni: “ Ho visto Claudio in azione. L’ho vista questa centrale elettrica alimentata a sogni, a stargli vicino c’è da diventare fluorescenti. Claudio agisce per amore, per vedere qualcuno felice, che è la mia stessa idea di amore. Il suo modo di amare è agire”. Io se potessi, a Misano, lo lascerei agire, io se potessi, oggi, dopo 27 anni, a Misano lo risposerei".

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