Elezioni e astensionismo, Bonanni (Cisl): "Cittadini stufi delle parole urlate"

A margine del congresso nazionale dei pensionati Cisl a Riccione, il segretario generale della stessa Cisl, Raffaele Bonanni, ha commentato l'esito del voto delle amministrative segnate dal forte astensionismo

"Credo che i cittadini siano stufi di parole urlate: penso che coloro che non urlano saranno sempre più privilegiati". A margine del congresso nazionale dei pensionati Cisl a Riccione, il segretario generale della stessa Cisl, Raffaele Bonanni, ha commentato l'esito del voto delle amministrative segnate dal forte astensionismo. "Spero - ha osservato - che la politica urlata finisca e credo che sia responsabile" dell'attuale situazione "almeno quanto lo sono i colpevoli che hanno saccheggiato l'economia italiana".

A giudizio di Bonanni, ancora, "la politica urlata degli ultimi anni ha distolto dal vero tema, cioé che i cittadini devono collaborare perché - ha concluso - la buona economia si fa in cooperazione e non nel litigio". Sul flop del Movimento 5 Stelle, Bonanni commenta così: "Grillo ora si becca questa riduzione notevole perché non ha fatto quello che volevano gli elettori. Non si è capito perché non abbia fatto l'alleanza di governo - ha proseguito riferendosi al fondatore del movimento politico - e i tanti deputati", in parlamento "non si capisce cosa stiano a fare".

Bonanni ha poi fatto il punto della situazione attuale, evidenziando che la riforma elettorale i politici "non la faranno mai: vedono la riforma elettorale come Sansone vedeva la perdita dei capelli". "Le forze politiche, quasi tutte, hanno perso il contatto con la gente e - ha osservato - perdendo il rapporto con la gente hanno bisogno del Porcellum. La riforma non la faranno mai, perché - ha proseguito sul filo della metafora - così si tagliano i capelli".

Secondo Bonanni, ancora, i politici hanno perso il contatto con le persone, a forza di "cibarsi di talk show, di passaggi in una tv compiacente, talvolta disgustosa". Il segretario generale Cisl ha parlato in un congresso cui hanno preso parte un migliaio di persone, 703 delegati, in cui era attesa il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rimasta invece a Roma.

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