Elezioni, Pizzolante (Civica Popolare): "Lega e M5S, stessi meccanismi"

Duro affondo del parlamentare riminese Sergio Pizzolante, candidato alla politiche del 4 marzo per il centrosinistra e la lista Civica popolare di Beatrice Lorenzin, contro gli avversari nel collegio uninominale di Rimini

"Chiedo il voto e scappo per cinque anni", salvo poi "tornare per riprendermelo". Duro affondo del parlamentare riminese Sergio Pizzolante, candidato alla politiche del 4 marzo per il centrosinistra e la lista Civica popolare di Beatrice Lorenzin, contro gli avversari nel collegio uninominale di Rimini: Giulia Sarti del Movimento 5 Stelle da un lato, Elena Raffaelli della Lega Nord dall'altro. Accomunate dallo "stesso meccanismo", stigmatizza questa mattina durante la presentazione dei candidati locali a Rimini.
L'invettiva di Pizzolante prende spunto dalla vicenda, arrivata in tribunale, delle parole della pentastellata Sarti contro un giornalista, al quale esprime "solidarieta'" per essere stato "violentemente aggredito da Sarti e i suoi seguaci". Una vicenda, sottolinea in un'intervista rilasciata all'agenzia Dire, che "coincide con quella dei falsi scontrini e rimborsi. C'e' un collegamento, la stessa dinamica mentale".

Infatti, ragiona Pizzolante, "se dici di ridurti gli stipendi, pubblichi i bonifichi e poi li ritiri, stai facendo il furbo". E lo stesso vale "se fondi il tuo movimento sulla trasparenza, ma la vuoi per gli altri e per te vuoi la privacy". Sarti, prosegue, "ha basato la sua fortuna politica sulla logica dell'onesta'", con un reddito passato "da zero a 78.000 euro" sul quale ora "invoca la privacy. E se dici qualcosa...", lascia intendere Pizzolante, citando poi Pietro Nenni: "C'e' sempre qualcuno piu' puro che ti epura". Come avvenuto, rimarca, "per Antonio Di Pietro e altri raccontatori di balle". D'altronde, chiosa con un'altra citazione, "non ho mai conosciuto un moralista onesto. La morale si fa a se stessi".

Le due vicende, prosegue il parlamentare uscente, sono di una "gravita' enorme, simboleggiano la cultura dell'imbroglio del Movimento 5 Stelle". Cosi' "ti candidi per 100 click su Internet, vieni eletto e sparisci dal territorio per cinque anni, e poi ti ripresenti per richiedere il voto. Ma con che faccia- si chiede Pizzolante- prendo il voto e scappo". Mentre a Roma si da' una "immagine di Rimini come del Bronx". Insomma i pentastellati "alimentano il successo sul raggiro". Per cui il messaggio che Pizzolante lancia ai riminesi incerti o prossimi all'astensione e' che "la politica fara' ancora piu' schifo con M5S e Lega Nord". Gia' perche' l'assessore di Riccione Raffaelli, candidata del Carroccio, finisce anche lei nel mirino di Pizzolante: "Ha costruito il suo successo attaccando il candidato sindaco del Pd sugli immigrati nel quartiere San Lorenzo. E poi ce li ha portati lei. Lo stesso meccanismo", appunto. Le persone, conclude Pizzolante, "non hanno ancora capito come si vota. Io non sono candidato in nessuna lista, non ho reti di protezione, o vinco o perdo contro Sarti e Raffaelli. Loro sono i miei competitori, non Berlusconi o Salvini". Per cui, "chi non vota per me vota per Sarti e Raffaelli. Ho sempre richiesto che in Parlamento ci fossero espressioni dei territori, elette dai territori, oggi a 57 anni affronto questa sfida, mentre altri si nascondono dietro le maschere di partito". (fonte Dire)

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