Frana di San Leo, il caso in Parlamento: "Pronto un intervento di 200mila euro"

Nel question time di giovedì alla Camera il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti ha interrogato il ministero dell'Ambiente sul caso della frana verificatasi a fine febbraio a San Leo

Nel question time di giovedì alla Camera il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti ha interrogato il ministero dell'Ambiente sul caso della frana verificatasi a fine febbraio a San Leo. Nelle scorse settimane Arlotti aveva già scritto al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e a quello della Tutela del Territorio Gian Luca Galletti, ed era intervenuto in aula per sollecitare l'attenzione sull'emergenza.

Dopo avere ricostruito la drammatica vicenda, il parlamentare ha chiesto al governo a che punto sia l'iter per la dichiarazione di stato di emergenza nazionale inoltrata in marzo dal presidente della Regione Emilia-Romagna, e ha sollecitato la concertazione fra il Ministero dei beni e attività culturali e turismo e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, "affinché si intervenga con urgenza per salvaguardare l'inestimabile patrimonio storico-culturale di San Leo, in modo da non comprometterne ulteriormente la sopravvivenza". La risposta immediata è stata affidata al sottosegretario Silvia Velo, che all'inizio di questo mese aveva effettuato un sopralluogo proprio a San Leo incontrando il sindaco Mauro Guerra.

"Il Dipartimento di protezione civile ha avviato l'iter di istruttoria ed effettuato sopralluoghi con la Regione e gli enti locali interessati il 31 marzo e 1 aprile - riferisce Arlotti -. Il ministero dell'Ambiente ha finanziato, fra quelli in Emilia-Romagna, un intervento specifico per 200mila euro, a cui si affianca l'intervento di mitigazione del dissesto per il fosso Campone (700mila euro), che però appare oggi superato e inadeguato all'entità dell'evento occorso". Nella risposta il sottosegretario ha comunicato di avere sollecitato l'intervento della Protezione civile per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale richiesto dalla Regione (inserendo San Leo nell'ambito degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico accaduti fra dicembre scorso e i primi tre mesi del 2014). Velo ha inoltre rimarcato la rilevanza dell'evento franoso e la valenza del sito visitato all'inizio di questo mese.

"Bene che il sottosegretario abbia sollecitato la dichiarazione di emergenza nazionale - ha ribadito Arlotti nella replica -, ma è importante anche la concertazione fra ministero dell'Ambiente e ministero dei Beni culturali per interventi che salvaguardino il patrimonio leontino. Nei primi giorni di maggio avremo i primi esiti delle verifiche scientifiche, ma personalmente ritengo che gli interventi di cui necessiterà San Leo potranno essere nell'ordine di qualche decina di milioni di euro per la messa in sicurezza della cittadina, a partire dal ripristino di una viabilità di accesso alla Fortezza, il secondo sito più visitato in Emilia-Romagna e tra i primi 50 italiani. Il problema della tutela del patrimonio e dell'economia di San Leo, che vive soprattutto di turismo, è prioritario e già oggi queste attività stanno pagando un prezzo. Vista la valenza del sito è fondamentale, dunque, salvaguardare urgentemente le risorse storiche e culturali locali".
 

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