"Il Comune di Rimini pianta antenne come fossero girasoli": interrogazione grillina in Regione

"E così, il Comune di Rimini pianta antenne come fossero girasoli. Peccato che delle conseguenza che producono questi impianti sulla salute delle persone, non sappiano nulla", afferma il grillino Defranceschi.

“E così, il Comune di Rimini pianta antenne come fossero girasoli. Peccato che delle conseguenza che producono questi impianti sulla salute delle persone, non sappiamo nulla, se non i gravi rischi prodotti dall’esposizione alle onde elettromagnetiche". E' quanto afferma Andrea Defranceschi, capogruppo Movimento 5 Stelle Regione Emilia-Romagna.

"Il proliferare di antenne per le telefonia mobile, che si aggiungono alle altre tecnologie che producono radiazioni elettromagnetiche, preoccupa scienziati e popolazione ormai mondiale, per la sua rapida espansione e soprattutto per la mancanza di studi preventivi – motivo sufficiente perché fosse applicato quanto meno il principio di precauzione - sottolinea l'esponente grillino -. Scrupoli che non toccano l’amministrazione riminese, ma che invece hanno mosso i cittadini, che a fronte della preoccupante concentrazione di ben sette stazioni radiobase presenti nel raggio di 500 metri, compresa la vicina torre Telecom che ospita vari gestori, hanno raccolto ben 1100 firme contro l'installazione dei nuovi impianti".

Continua Defranceschi: "La facilità con cui vengono concesse stazioni di telefonia mobile a seguito di semplice contrattazione tra privati e gestori (pur essendo, il 27% del Palacongressi, di proprietà comunale) desta dubbi legittimi: quali sarebbero le motivazioni delle concessioni rilasciate per tali impianti singoli, concessioni ottenute facilmente sebbene richieste al di fuori dei termini e non supportate da reali esigenze, come previsto dal regolamento di telefonia mobile del Comune di Rimini? Per ora, nessuna risposta dall’Amministrazione ai cittadini. Ora, considerato che la Legge Regionale 31 ottobre 2000 prevede "norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico", una delle cui finalità è quella di "perseguire in via prioritaria la prevenzione e la tutela sanitaria della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico coordinandole con le scelte della pianificazione urbanistica”, sarebbe carino se il Comune di Rimini rispettasse non solo il buon senso e la salute pubblica, ma anche la legge".

"Capiamo gli interessi che possono accompagnare la richiesta di Telecom e Vodafone, peccato manchino le motivazioni, ovvero quelle esigenze che giustificano una deroga alla legge regionale che prevede il limite all’installazione di antenne - chiosa il capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle -. Tali espresse motivazioni avrebbero dovuto costituire il presupposto dell’avvio dell’iter autorizzativo ed essere esposte dal gestore, iter di cui non c’è traccia per ambo le aziende. In compenso, c’è una ben visibile traccia a 300 metri di distanza, dove esiste già un altro impianto targato Telecom. Non solo: le "vie di fuga" verso cui lanciare il segnale più concentrato, sono già occupate dalla preesistente antenna Wind. I nuovi impianti punteranno quindi direttamente verso le abitazioni, in una zona per altro ad alta densità abitativa cosa che dovrebbe far rientrare l’area alla categoria dei “siti sensibili” secondo una mappatura del territorio e il relativo “piano antenne” previsti dalla Legge regionale, nonché in contrasto col Regolamento stesso di cui il Comune si è dotato".

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Defranceschi conclude sottolineando di aver "depositato un’interrogazione con la quale vorrei che la giunta mi spiegasse la ragione per la quale il Comune di Rimini possa autorizzare installazioni di nuovi impianti senza le motivazioni espressamente richieste dalla legge suddetta (e da delibere successive della Giunta stessa che la rinforzano). Non è forse in contrasto con la legge? E, se non è troppo disturbo, vorrei sapere anche quali strumenti sono o siano stati messi a disposizione dei cittadini in risposta alle loro motivate preoccupazioni”.

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