Il Pd della Romagna: “Contro la crisi valorizzare le imprese locali"

Le associazioni di impresa della Romagna, e in prima fila quelle artigianali e cooperative, nelle ultime settimane hanno segnalato al Partito democratico una situazione di particolare difficoltà

Le associazioni di impresa della Romagna, e in prima fila quelle artigianali e cooperative, nelle ultime settimane hanno segnalato al Partito democratico una situazione di particolare difficoltà che si aggiunge alle ancora serissime preoccupazioni sulle prospettive di ripresa economica. “Nel corso di più incontri, i rappresentanti delle piccole e medie imprese e delle cooperative del territorio, hanno sottolineato le difficoltà crescenti in merito alle modalità di appalto pubblico di lavori, servizi e forniture – spiega Emma Petitti, segretario provinciale PD Rimini -. Difficoltà che si vanno a sommare alla stretta creditizia, alla burocrazia e al sostanziale blocco degli investimenti pubblici causato dal Patto di stabilità, che rappresentano per il PD importanti punti da combattere”.

Tutti segretari del Partito democratico della Romagna hanno fatto proprie le preoccupazioni delle associazioni e delle loro aziende e hanno in particolare stilato un documento politico che presenteranno congiuntamente alle stazioni appaltanti del territorio. Fra le stazioni appaltanti pubbliche rientrano a pieno titolo anche quelle delle società a partecipazione maggioritaria pubblica, come ad esempio Hera.

Da tempo le associazioni di categoria sottolineano l’importanza di procedure nella definizione dei bandi di gara che prevedano l’utilizzo dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Tale procedura consente, nel pieno rispetto delle norme sulla concorrenza, di tenere in equilibrio il valore economico dell’offerta, il contenuto tecnico, la qualità e la sicurezza nell’esecuzione dei lavori o nell’erogazione dei servizi. Il tutto può funzionare a patto che il peso dell’offerta economica incida in misura non preponderante rispetto al peso attribuito al progetto tecnico.

La scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ovviamente nel doveroso rispetto delle norme, consentirebbe di contrastare la pericolosa tendenza allo svilimento della qualità dell’offerta connesso utilizzo della procedura del massimo ribasso. Infatti la competizione basata esclusivamente sul prezzo rischia di attrarre competitori, provenienti anche da altri territori che, per comprimere i costi escono dalla legalità, sfruttano il lavoro e subappaltano alle imprese locali a prezzi eccessivamente bassi e praticamente insostenibili.

“E' un rischio che fa ombra anche sul territorio riminese e che danneggia le imprese più serie, che vogliono competere onestamente e investire in qualità e sicurezza - evidenzia Petitti -. Se non si contrasta questo fenomeno, la conseguenza è che si impoverisca il tessuto economico locale, che ha bisogno di realizzare i margini necessari per investire e qualificare le imprese e garantire così anche i livelli occupazionali raggiunti. Tutto ciò risulta impossibile se la competizione si svolge prevalentemente sul prezzo più basso. A questo punto spetta alle amministrazioni locali, sia come stazioni appaltanti, sia come azionisti di riferimento delle società a maggioranza pubblica, decidere in che modo intervenire individuando un sistema di regole condivise, che nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di appalti e di libera concorrenza, supporti efficacemente la ripresa economica. Appalti, snellimento burocratico, revisione del Patto di stabilità e credito sono le fondamenta su cui costruire un solido rilancio dello sviluppo e accompagnare il nostro territorio nell'uscita dalla crisi”.

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