Il segretario nazionale del Silp-Cgil, Daniele Tissone, attacca il Decreto Sicurezza

Aperto a Rimini il quinto congresso del sindacato, il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, lancia l'allarme sulla mafia

"Un mix tra un'ingannevole forma di comunicazione mirante alla mera rassicurazione dei cittadini e uno strumento di propaganda elettorale". Così il segretario nazionale del Silp-Cgil, Daniele Tissone, definisce il decreto Sicurezza aprendo questo pomeriggio a Rimini il quinto congresso del sindacato. Il decreto, rincara, "oltre a essere a rischio di illegittimità, non inciderà su una materia complessa e articolata". Quanto al binomio "sicurezza-immigrazione" ha formato "stereotipi", mentre la battuta "prima gli italiani", sottolinea il sindacalista, "evoca una visione sociale che non ci appartiene". Non solo. "Sbandierare l'insicurezza percepita non fa altro che accrescere l'allarme sociale soprattutto quando le statistiche ci dicono che i reati non sono affatto in aumento", punta il dito Tissone. "A problemi- rimarca- si risponde oggi con soluzioni apparentemente banali". Il sospetto, prosegue, è che "sia tuttora in atto un recondito tentativo di scardinare tutto ciò che è pubblico in favore del privato". Così "la febbrile cura ad armarsi è un errore sia culturale che istituzionale" e c'è, sottolinea Tissone, una lettura dei temi della sicurezza "pericolosa". Dal punto di vista normativo, dice, occorre rivedere l'attuale contrattazione, Accordo nazionale quadro compreso, per una riduzione degli orari di lavoro. Di fronte a un "peggioramento dei dati relativi agli infortuni", serve una "grande azione di prevenzione efficace, partecipata e diffusa".

Dalle mancate assunzioni per agente della vita civile alla riforma delle Forze di polizia, diversi gli affondi del sindacalista verso il ministro dell'Interno, Matteo Salvini in particolare: il provvedimento è "tardivo e iniquo sulla distribuzione delle risorse". Tissone chiede così di destinare quelle per gli "oltre 7.000 militari dell'operazione Strade sicure per assunzioni strutturali di nuovi agenti di Polizia che andrebbero rinforzare gli uffici a rischio chiusura", e rimarca che "il silenzio penetrante e imbarazzante del Governo su mancate risorse, assunzioni e riordino porta ad affermare 'Sotto la felpa niente, signor ministro'", rivolgendosi appunto a Salvini.

"Proseguiremo nel contrasto alle strutture militari di mafia, 'ndrangheta, camorra e delle altre organizzazioni pugliesi". A Rimini per partecipare al congresso nazionale del Silp-Cgil, il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, auspica "una maggiore incisività in relazione alla società foggiana sulla quale ci sono state recentemente anche misure così come nei confronti della 'ndrangheta". E "un ulteriore sviluppo sul terreno del contrasto al traffico internazionale di stupefacenti. Ancora di più sotto l'aspetto della struttura economico finanziaria di queste organizzazioni". La presenza di società, di intermediari economici e finanziari che operano per conto delle mafie, aggiunge, "rappresentano l'obiettivo oggi prioritario al quale dobbiamo mirare soprattutto perchè arricchimenti di quel tipo, da un lato inquinano la nostra economia, intaccando anche parte della politica, e nello stesso momento agevolano il nuovo reclutamento e quindi il rafforzamento sotto il profilo militare". Che la mafia sia solo al Sud, conclude, è un "pregiudizio che penso oramai superato da anni. Ritenere che al Nord non esista, solo un cieco e un sordo può pensare ad una verità di questo tipo. 'ndrangheta, mafia, camorra e le altre organizzazioni sono dappertutto. 

"Mancano uomini sul territorio per il contrasto alle mafie" aggiunge il procuratore nazionale Antimafia, sottolineando che in Italia "esiste una mafia dilagante che ha occupato non solo le regioni del Sud, ma si è diffusa nell'intero territorio nazionale. È gravissimo". Dunque il contrasto è un "obiettivo primario. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza fanno appieno il loro compito ma sui territori non c'e' sufficienza di uomini". Se in provincia di Bari, a Napoli avvengono fatti evidenti, "qualcosa manca. Lo Stato non è presente così come dovrebbe su prevenzione e controlli". Da un lato dunque ci vuole un ampliamento degli organici, dall'altro serve formazione, perchà c'à bisogno di "specializzazioni straordinarie". E anche "condivisione" tra chi opera su strada e chi fa indagini, mettendo in campo un "impegno eroico". Certo la Polizia è "all'avanguardia e se per il terrorismo fino a oggi non è accaduto nulla è grazie alle indagini". Il primo obiettivo, conclude De Raho, è "garantire libertà e sicurezza". Ieri il ministro della Giustizia Alfonso Bonafed ha promesso almeno nuovi 600 magistrati, "a questo aumento corrisponda quello delle Forze di polizia". 
(Agenzia Dire)

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