Indagine appalti, il Pd: "Gravi e irresponsabili le frasi di Marzio Pecci"

"E' stato superato ogni buon senso sopraffatti dalla retorica inquisitoria e sono state stralciate parti dell’indagine a proprio uso e consumo"

"Terminata un’estate da incubo per la Lega di “papeete” Matteo, registriamo altresì il ritorno del consigliere Pecci nel consueto ruolo del fustigatore giustizialista". A parlare è Alberto Vanni Lazzari, segretario del Pd riminese: "Su indagini ancora in corso, complesse e delicate, per cui rinnoviamo la massima fiducia alla magistratura convinti che il loro lavoro ci darà tutte quelle risposte di verità che attendiamo, il solerte capogruppo della Lega Marzio Pecci, nonché avvocato, se ne esce con frasi gravi ed irresponsabili, mettendo alla sbarra, consumando processi che avvengono in altre sedi ed emettendo quelle che di fatto sono sentenze con i relativi provvedimenti. Si supera ogni buon senso e buon gusto sopraffatti dalla retorica inquisitoria e si stralciano parti dell’indagine a proprio uso e consumo senza alcun rispetto per le persone coinvolte. Si cerca fittiziamente di espandere il confine dell’inchiesta in ambito regionale. Se queste sono le premesse per la campagna elettorale alle porte, nulla di nuovo sotto il sole d’autunno: tutto fa “brodino” pur di non parlare dei temi reali su cui il Partito Democratico si presenterà alle persone, ovvero lavoro, sanità, sicurezza, economia, ambiente, diritti e continuare quel lavoro per cui la Regione Emilia Romagna viene considerato la locomotiva d’Italia e la città di Rimini un modello del buon vivere".

A stretto giro è anche il Pd Rimini a commentare la vicenda. "Sciacalli e approfittatori. Chi usa le questioni di carattere giudiziario per interessi di partito può essere definito solo in questo modo. Gli esponenti della Lega, tra cui il capogruppo Marzio Pecci, affermando che la menzogna impera nella politica del Pd e urlando al coinvolgimento del sindaco Gnassi, non stanno facendo altro che strumentalizzare per fini politici la faccenda dell’inchiesta Tecnopolo - Acquarena. Parole e accuse che confermano l’abitudine dei politici della Lega di usare metodi meschini, facendo leva su fatti oggetto d’indagine (e quindi ancora da accertare) per attaccare il Comune di Rimini e il Pd utilizzando parole trite e ritrite. Lo stesso schema messo in atto per il caso di Bibbiano, a dimostrazione dell’assenza di argomenti e della povertà d’inventiva. Non sono altro che accuse pretestuose, generate da un atto di vendetta politica (le rivelazioni dell’ex assessore Biagini), alimentate per colpire un’amministrazione che giorno dopo giorno sta costruendo un domani migliore per la sua città". 

Prosegue il Pd: "Ci permettiamo di dare un consiglio ai "compagni” della Lega: forse sarebbe meglio che contassero fino a 10 prima di parlare, visto che in “casa loro" le cose non sembrano andare proprio benissimo. Alla sindaca di Riccione, Renata Tosi, è stato notificato l'avviso della conclusione delle indagini, che va a sommare a un presunto abuso edilizio l'ipotesi del reato di abuso d’ufficio, in seguito ad alcuni interventi effettuati nella sua abitazione. Per quanto riguarda l’inchiesta Tecnopolo Acquarena, e così le accuse rivolte dalla Lega al Pd e ai suoi amministratori, noi ribadiamo la massima fiducia nell’istituzione giudiziaria, in attesa dello svolgimento delle indagini. La stessa fiducia che riponiamo nell’amministrazione  e nelle istituzioni del Comune di Rimini, convinti delle operazioni di rinnovamento che si stanno portando avanti per la città. Sulla base di queste convinzioni, nel caso in cui giungessero offese a carattere diffamatorio anche nei prossimi giorni, non esiteremo a querelare i responsabili”.

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