Infezioni in ospedale, Pompignoli replica all'Ausl: "La questione sarà portata in Commissione"

Ricorda Pompignoli: "I numeri che ci ha fornito l’assessorato, indicandoli come i più recenti, riguardano l’ultimo studio sul tema realizzato dalla sanità regionale nel 2016"

Il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, replica alle dichiarazioni dell’Ausl sulle infezioni ospedaliere, sostenendo come la risposta "la dice lunga sull'effettiva gravità del problema". Sostiene l'esponente del Carroccio: "Le flebili argomentazioni dell’Azienda non risolvono la questione e, se possibile, ci obbligano a chiedere una seduta di commissione in Regione, dove la questione sia sviscerata a fondo e dove ci vengano finalmente sottoposti dati aggiornati, che, evidentemente, esistono, ma non ci sono stati forniti dall’assessorato, nonostante la richiesta di accesso agli atti. Un fatto grave in qualunque caso".

Continua Pompignoli: "I numeri che ci ha fornito l’assessorato, indicandoli come i più recenti, riguardano l’ultimo studio sul tema realizzato dalla sanità regionale nel 2016. Dal rapporto emergono dati che, a mio avviso, fotografano una situazione particolarmente critica a Ravenna e Cesena. Si tratta di un campanello d’allarme che ben si accorda con le numerose segnalazioni che ci arrivano relative a pazienti che, paradossalmente, sono stati colpiti da infezioni in ospedale. Di contro, ci sembra che la sanità regionale faccia poco per la prevenzione e crediamo che gli screening limitati per numero di strutture e di rilevazioni e la cadenza quinquennale dei rapporti non consentano di avere il quadro della situazione sotto controllo".

"La risposta dell’Ausl, arrivata a stretto giro di posta rispetto alle mie valutazioni, non solo non chiarisce nulla, ma conferma la gravità del problema infezioni in corsia soprattutto in Romagna. Si afferma, inoltre, che il fenomeno sarebbe ‘sotto controllo’ e ‘in calo rispetto al 2016’ - chiosa Pompignoli -. Ciò significa forse che l’assessorato mi avrebbe fornito volutamente dati non aggiornati, rimandando al 2020, vale a dire al prossimo rapporto, ogni considerazione? Un atteggiamento a dir poco curioso, ma soprattutto censurabile dal punto di vista amministrativo, come da quello ‘politico’. Da ultimo, non si può che stigmatizzare la stizzosa presa di posizione dell’Ausl della Romagna che, evidentemente, non tollera alcuna verifica rispetto al suo operato, in molti settori tutt’altro che sufficiente. I vertici dell’Azienda dovranno rassegnarsi: non è con le invettive politiche che mi faranno zittire".

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