La battaglia del sindaco sulla nuova Questura, lettera a Salvini per risolvere il "Calvario"

Richiesta di un incontro col titolare del Viminale per vedere rispettato il Patto per la sicurezza

Individuare "soluzioni alternative all'acquisizione dell'immobile di via Ugo Bassi da parte di Inail scongiurando l'adozione di scelte di siti alternativi" per la sede della Questura che "deve restare dove le previsioni urbanistiche comunali prevedono". La battaglia del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, per vedere rispettato il Patto per la sicurezza passa attraverso la richiesta di un incontro col titolare del Viminale, Matteo Salvini. Il primo cittadino scrive a lui, e al capo della Polizia, Franco Gabrielli, una lunga lettera di invito, in cui ricostruisce il "calvario" partito nel 1995 "per conoscere l'effettivo e reale stato di attuazione del processo. Infatti, lamenta, "i fatti oggi ci restituiscono la drammatica realtà di un'opera incompiuta", che "versa in condizioni di incuria, abbandono e degrado". Il Patto della sicurezza sottoscritto nel 2017 con l'allora ministro dell'Interno Marco Minnniti "definisce l'edificio realizzato e mai reso operativo di via Ugo Bassi come la soluzione ottimale per la Cittadella della sicurezza".

Prevedendo il trasloco parziale in un immobile di piazzale Bornaccini, dove entro il 28 febbraio 2018 doveva trasferirsi l'ufficio Immigrazione. E qui Gnassi punta il dito contro Inail che doveva procedere all'acquisto: l'11 giugno presenta l'offerta da 7,125 milioni di euro, vincolata fino al 30 giugno 2019. Il curatore del fallimento riceve l'ok ad accettarla e l'Agenzia del Demanio "conferma il proprio impegno", annunciando un'analisi del parere di congruità sulla richiesta economica avanzata dal proprietario per la locazione dell'immobile di piazza Bornaccini. Infatti "la prima proposta non era stata ritenuta congrua". Da qui i ritardi nella migrazione temporanea degli uffici della Questura.

In Consiglio comunale, prosegue nel racconto Gnassi, si va ad approvare l'autorizzazione in deroga ai lavori di adeguamento dell'immobile di piazza Bornaccini, dato che il Psc "non prevede per l'edificio una destinazione urbanistica compatibile con l'insediamento della Questura, prevista nella zona di via Ugo Bassi". Si tratta, rimarca il sindaco, di "un vero e proprio 'accollo di un onere' perche' l'amministrazione comunale di Rimini deve sopportare il peso di una scelta contraria alle previsioni urbanistiche di assetto del proprio territorio". E siamo a dicembre quando la stampa riporta il ritiro dell'offerta di Inail "per ragioni e motivi tecnici che, al momento della sottoscrizione del Patto, non erano stati ne' ipotizzati ne' palesati, ventilando altresì l'ipotesi di un insediamento della questura in piazzale Bornaccini per un periodo lungo". Notizia confermata dal prefetto il 28 dicembre con "una scarna nota", in cui spiega che Inail "ha preso atto dell'indisponibilità da parte dell'Agenzia del Demanio di utilizzare fondi per attività progettuali su beni non di proprietà dello Stato". Motivazioni, attacca Gnassi, che "paiono quanto meno discutibili, l'argomentazione è del tutto speciosa".

E alla stessa maniera, aggiunge, la pensa la curatela fallimentare. Nuovo colpo di scena l'11 gennaio: il prefetto annuncia la proposta del Viminale di acquisto e ristrutturazione dell'immobile per 30 milioni di euro tramite finanziamento del Cipe. "Viene da domandarsi- non le manda a dire il primo cittadino- se un cambio di rotta cosi drastico non debba essere comunicato con maggiore rispetto istituzionale". Di certo, stigmatizza, "non sembra essere più che un'eventualità che può o meno realizzarsi. Davvero troppo poco". Da qui la richiesta di incontrare il ministro Salvini per "analizzare l'inopinato cambio di indirizzo sulla realizzazione della Cittadella della Sicurezza per la locazione dell'immobile di piazzale Bornaccini". Tra l'altro per rendere disponibile l'edificio, Palazzo Garampi ha investito mezzo milione di euro, per "una soluzione transitoria", quando invece si ventila l'ipotesi di un contratto di affitto di nove anni più nove. Non + possibile "prendere atto a posteriori di quanto succede. L'interesse di Rimini- conclude- è completare il disegno originario" della Cittadella della sicurezza. Il Comune subisce le "conseguenze negative della mancata attuazione di accordi e programmi convenuti e assunti, ma, è sempre teso a dare un'altra possibilità all'insieme degli attori istituzionali per rimediare allo scandalo Questura".

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