"La Valmarecchia rimane nelle Marche", Lega in pressing su Errani

Il Comune di Pennabilli - nella neoannessa (dal 2009) Valmarecchia – continuerà a mantenere ampie porzioni del proprio territorio sotto la giurisdizione delle Marche. Si tratta dell’area del parco ‘Sasso Simone e Simoncello’

Da quattro anni passati dalle Marche all’Emilia Romagna, ma “ancora trattati come territori d’oltreconfine” e vittime di “un ingiustificato razzismo amministrativo”. Il Comune di Pennabilli - nella neoannessa (dal 2009) Valmarecchia – continuerà a mantenere ampie porzioni del proprio territorio sotto la giurisdizione delle Marche. Si tratta dell’area del parco ‘Sasso Simone e Simoncello’, nel territorio cerniera tra le due Regioni.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha infatti rigettato la proposta – presentata in un ordine del giorno della Lega Nord – di farne un parco interregionale, con gestione emiliano romagnola per il territorio di competenza. Così ora continueranno ad essere le Marche ad averne complete competenza e gestione. Il tutto dopo che la stessa Assemblea bolognese si era espressa a favore dell’estensione del piano paesistico regionale all’alta Valmarecchia, con il voto favorevole della Lega Nord. "E dire – fanno notare i consiglieri leghisti Mauro Manfredini, Manes Bernardini, Stefano Cavalli e Roberto Corradi – che da almeno tre anni a questa parte, ogni anno, l’Emilia Romagna stanzia circa 130mila euro alle Marche per il parco, senza avere neanche una rappresentanza nell’ente di gestione”. “E qualche anno fa a Bologna hanno pure lanciato un gruppo di lavoro ad hoc per il “Simone e Simoncello’, risoltosi in un nulla di fatto”.

Già l’anno scorso il consiglio del Comune di Pennabilli – sollecitato dai consiglieri Gianluca Pini, Mauro Giannini e Alessandro Galli – aveva invocato l’intervento della Regione Emilia Romagna per sanare il problema di “quel pezzo di territorio diventato terra di nessuno. O meglio: di fatto escluso dal responso referendario che nel 2006 sancì la volontà dell’84 per cento dei valligiani” di passare alla provincia di Rimini. Ma “neanche di fronte al pronunciamento del consiglio la Regione cercò di sanare la situazione”.

Risultato: “Oggi ci troviamo con un avamposto delle Marche in Romagna”. “Una vasta porzione del Comune di Pennabilli è cioè sotto l’egida marchigiana e di fatto i pennesi non si possono dire totalmente padroni a casa loro, a causa dell’ingiustificata e colpevole inerzia dell’Emilia Romagna, la Regione a cui hanno scelto di appartenere” dicono i consiglieri regionali leghisti. "La Regione Emilia Romagna – spiega Giannini, capogruppo Lega Nord in Comune – non si nasconda dietro un dito. La sua volontà sia chiara: o trova immediatamente un accordo con le Marche sull'istituzione del Parco interregionale, dando la possibilità al Comune di Pennabilli di poter essere parte attiva nella gestione e pianificazione del territorio, oppure ponga fine a questa umiliante situazione, togliendo il territorio romagnolo dal dominio marchigiano. A lei la scelta”. 

Ma la battaglia del Carroccio non finisce qui: “Andiamo avanti – promette il gruppo Lega Nord –. Trasformeremo l’ordine del giorno in un’interrogazione e faremo pressing sulla Regione per ottenere risposte. Per quanto ci riguarda il silenzio della giunta Errani è un grave affronto alla volontà di migliaia di cittadini che oggi sono a pieno titolo romagnoli”.

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