Le inchieste Tecnopolo e Acquarena scaldano il Consiglio, Gnassi: "Non c'è nessun sistema Rimini"

La seduta è stata chiesta dalla minoranza che è subito partita all'attacco con l'intervento di Pecci

Un Consiglio comunale agguerrito quello di martedì sera. All'ordine del giorno la vicenda del caso appalti. Sono state affrontate le vicende Tecnopolo (con 18 indagati, fra cui tre dipendenti comunali) e Acquarena. Nessuna interrogazione prevista, solo dibattito. Acceso. Come c'era da aspettarsi. A chiedere la seduta era stata la minoranza che è subito partita all'attacco con l'intervento di Marzio Pecci, capogruppo della Lega.

L'ex assessore Biagini: "Questo era il sistema appalti"

A ripercorrere e riassumere le vicende è stato invece il segretario generale del Comune Luca Uguccioni che ha spiegato l'indagine nei dettagli e ha evidenziato come per l'indagine Acquarena il Comune sia ritenuto parte lesa. A intervenire anche Gioenzo Renzi di Fretlli d'Italia e Mario Erbetta di Rinscita Civica. A chiudere la seduta è stato il sindaco Andrea Gnassi che ha ribadito a gran voce: "Non c’è nessun sistema Rimini. Si parla di 'due fattispecie, rilevate dal Pm, Tecnopolo e Acquarena, su tredicimila affidamenti. Questo è un dato di fatto". Il sindaco, sottolineando di essere presente proprio per rispondere a tutte le domande, ha affermato la "forte strumentalizzazione politica".

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