Nuova legge sul femminicidio, "La violenza domestica esce definitivamente dal silenzio"

L'aula della Camera ha approvato mercoledì pomeriggio la nuova normativa sul contrasto alla violenza di genere. "E' un provvedimento che rappresenta una prima concreta attuazione della Convenzione di Istanbul", esordisce il deputato Pd, Emma Petitti

L'aula della Camera ha approvato mercoledì pomeriggio la nuova normativa sul contrasto alla violenza di genere. "E' un provvedimento che rappresenta una prima concreta attuazione della Convenzione di Istanbul - esordisce il deputato Pd, Emma Petitti -. Un segnale forte, la presa di coscienza e l’affermazione che violenze, prepotenze e offese contro le donne non solo non sono più tollerabili o sottostimabili ma costituiscono una lesione per l’intera comunità".

La parlamentare riminese parla di "passo avanti importante sotto il profilo giuridico e politico: la violenza domestica esce definitivamente dal silenzio della sfera privata, troppo a lungo tollerata o sottovalutata e viene riconosciuta in tutta la sua gravità. I fondi stanziati per il rafforzamento della protezione delle vittime, la creazione di una corsia preferenziale per i processi, il permesso di soggiorno alle straniere colpite, il piano concepito nel quadro della programmazione comunitaria e il rafforzamento della rete dei centri sono strumenti essenziali per dare il via ad una seria azione di contrasto".

"La legge introduce aggravanti di tipo generale per i reati di violenza commessi non solo ai danni ma anche in presenza di un minore, e pone l'accento sull’allontanamento dalla casa familiare come misura cautelare d’urgenza nei confronti di quei ‘reati sentinella’ (percosse, lesioni o stalking) che sono rilevatori di condizioni di violenza domestica - continua l'esponente del Pd -. Abbiamo inoltre approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a dare sistematicità alla normativa sulla violenza di genere in un Codice unico che semplifichi, coordini e renda più coerenti le norme di adeguamento al diritto internazionale e comunitario, e a dare carattere stabile ai finanziamenti".

Inoltre è stato approvato anche un ordine del giorno per cui nei casi di condanna, anche non definitiva, di violenza domestica, il condannato assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, convivente della persona offesa dal reato, decada dalla relativa assegnazione e al contempo la parte offesa dal reato, se convivente, possa avere diritto all’assegnazione dell’alloggio o equivalente. "Ora il testo passa all'esame del Senato, dove auspichiamo una rapida approvazione", conclude Petitti.

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