"Manovra da riscrivere": la Regione convoca gli stati generali

“Regioni ed enti locali sono già stati gravemente penalizzati dalle precedenti manovre del Governo, con tagli che colpiscono in modo sproporzionato i ceti medi e le fasce più deboli". Così la Regione convoca sindaci e presidenti di Provincia

Vasco Errani, presidente della Regione

“Regioni ed enti locali sono già stati gravemente penalizzati dalle precedenti manovre del Governo, con tagli ai trasferimenti che colpiscono in modo sproporzionato i ceti medi e le fasce più deboli della popolazione: è per questo che chiediamo che le misure da adottare vengano riscritte radicalmente, con equilibrio, anche in base alle nostre indicazioni”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, annuncia oggi un’assemblea degli amministratori emiliano-romagnoli, che si terrà a Bologna mercoledì 31 agosto.

 

Un appuntamento che coinvolge anche Anci (L’associazione dei Comuni) e Upi (l’associazione delle Province) al quale sono stati invitati tutti i sindaci e i presidenti di Provincia, per “discutere dei contenuti della manovra governativa, delle proposte da avanzare e delle iniziative da intraprendere a fronte di un’impostazione che non può pesare ancora una volta con ticket, balzelli e tagli ai servizi su cittadini, famiglie e piccole imprese”. “Deve essere chiaro – continua Errani – che con questa manovra devono essere fatte scelte coraggiose, recuperate risorse in una logica di equilibrio nei confronti delle grandi proprietà immobiliari e dei patrimoni finanziari”.

 

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“I Comuni – afferma il presidente regionale Anci, Manca – non possono essere ancora una volta mortificati con manovre pesantissime e insostenibili: le identità locali vanno coinvolte nella valutazione e riformulazione di un provvedimento cruciale per la vita di tanti cittadini”.
“L’impostazione attuale della manovra – aggiunge il presidente dell’Upi Emilia-Romagna Vincenzo Bernazzoli – non solo uccide sul nascere ogni possibile evoluzione federalista, paralizzando le istituzioni più vicine ai cittadini, ma con le modalità e gli importi previsti per i tagli impedisce agli Enti locali di garantire la prosecuzione dei servizi e la realizzazione degli investimenti che, dalla scuola alle strade, finora hanno garantito alle nostre comunità coesione e sviluppo”.

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