Montecopiolo e Sassofeltrio, il Mar: "Le Marche ritardano il passaggio in Romagna"

A parlare è Samuele Albonetti, coordinatore regionale del Movimento per l'Autonomia della Romagna.

"Ancora oggi, i vertici della regione Marche, per voce dello stesso presidente Ceriscioli, alzano il tono dei propri interventi mostrandosi assai poco democratici e scarsi conoscitori delle leggi e regolamenti italiani. Viene chiesto di bloccare l’iter parlamentare per il passaggio di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche alla Romagna quando il ritardo è dovuto prevalentemente all’ostruzionismo antidemocratico che loro stessi hanno esercitato fin dal primo momento, dai predecessori fin allo stesso Ceriscioli. E viene chiesto di ripetere il referendum quando si sa benissimo che ciò non è possibile: prima il Parlamento deve dare una risposta, o meglio prendere atto, dell’esito del referendum già tenuto nel giugno 2007". A parlare è Samuele Albonetti, coordinatore regionale del Movimento per l'Autonomia della Romagna.

"Le Marche, una bellissima regione piena di gente onesta e lavoratrice, vanto per l’Italia intera, meriterebbero forse una presidenza di ben altra caratura. Ma questo sapranno valutarlo gli amici marchigiani alla prossima occasione elettorale. Tornando a noi, Valconca e Valmarecchia, di cui Sassofeltrio e Montecopiolo fanno parte, ricadono in Romagna da ogni punto di vista, geografico, storico, culturale, economico. Quando piove in questi due Comuni l’acqua scorre verso la Romagna e finisce in mare a Rimini, Misano e Cattolica. E come l’acqua, che è vita, queste popolazioni hanno sempre avuto la Romagna come unico riferimento".

"Invitiamo pertanto il Senato della Repubblica e il presidente Casellati a non indugiare nel procedere e permettere a Montecopiolo e Sassofeltrio di tornare a casa, in Romagna. E al contempo invitiamo il presidente della regione Marche a tenere un comportamento più istituzionale e rispettoso della volontà popolare. Questa è la democrazia, scelta dai cittadini dellla Repubblica Italiana. Non piacerà a tutti ma è la forma che noi italiani abbiamo scelto e per cui i nostri padri e nonni hanno versato sangue e in tanti casi donato anche la vita. Qualcuno vuole ripetere il referendum del 1946 per scegliere fra Monarchia e Repubblica? Magari c’è chi ha cambiato idea!"

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