Nuova unione dei comuni della Valmarecchia, riflessioni del M5S

Riflessioni del Movimento 5 Stelle Valmarecchia (meetup) sulla questione delle Unioni dei comuni in Valle

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Fra poco l'Unione a 10 della Valmarecchia sarà effettiva ; i tempi dei protocolli sono rispettati ma un grave ritardo è già insito nel nuovo ente.
Il dibattito si è speso molto nei tecnicismi decisionali per assegnare le quote voto che sono in capo ad un consiglio non espressione di volontà popolare in quanto non designato direttamente dagli elettori. Non in linea con lo scopo di gestire un servizio appare la possibilità, sempre attraverso le quote voto, di influenzare i conti economici su base abitativa e non territoriale. Il peccato originale è probabilmente stato quello di considerare "ottimale" un ambito che appare invece disomogeneo mentre i possibili correttivi rappresentati dai subambiti invece di indicare territori dove problemi ed opportunità li accomunassero e creare quindi il subambito montano si è preferito racchiudere tutti i Comuni sotto soglia togliendogli anche potere attraverso un obbligo di astensione

Disatteso anche il principio di titolo universale alla partecipazione all'Unione visto che la discussione sulle varie "doti" che i singoli Comuni portavano ha vagliato debiti, crediti e patrimoni senza che questo fosse compito delle assemblee che sono giunte allo statuto ed atto costitutivo. Perchè occorre ricordare che questo Ente ha come scopo la gestione dei servizi. Servizi premiati dai contributi se associati ma non se in forma di convenzione anche se possibile. Come a dire che ai Comuni virtuosi consorziati capaci di gestire servizi il risparmio che ne sapranno derivare già basta.

Ma per la gestione di questi servizi fin'ora non è stato fatto nessuno studio per vedere nel concreto come operare per risparmiare e migliorare. Qui è il grave ritardo.
Certamente si faranno da qui al 31 marzo 2014 , data in cui l'associazione dovrà essere operativa, gli amati "studi di fattibilità" che saranno un plauso alle indicazioni già espresse ma che troppe volte si sono dimostrati un fallimento poi nella pratica e di cui nessuno sarà responsabile.
Fintanto che i rapporti di forza tra gli schieramenti saranno lo scopo della costituzione di sistemi amministrativi e non, invece, le necessità dei cittadini temiamo che poco cambierà in meglio.

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