Pd, nuovo patto territoriale per lo sviluppo e la crescita

La direzione provinciale del Pd, che si è riunita mercoledì, si è conclusa con il lancio di un nuovo patto territoriale per lo sviluppo e la crescita.

E' il momento di costruire un nuovo patto territoriale che unisca enti locali, associazioni imprenditoriali e del lavoro per lo sviluppo condiviso e la crescita dell'economia e della società riminese. E' l'impegno che è emerso mercoledì dalla Direzione provinciale del Partito democratico di Rimini, riunitasi per affrontare i temi dei bilanci dei Comuni e del riordino degli enti locali. Ampia la partecipazione alla serata, che ha rappresentato la convergenza del lavoro svolto negli ultimi due mesi dalla Segreteria provinciale del Pd, dai dipartimenti tematici e dai segretari comunali.

I bilanci dei Comuni. Il Pd fa quadrato attorno ai propri amministratori, hanno ribadito il segretario provinciale Emma Petitti e il responsabile enti locali Daniele Imola, definendo i bilanci di previsione 2012 “i più difficili della storia recente dei nostri Comuni”. In essi si sommano infatti più manovre successive che non solo producono tagli significativi sugli enti locali, ma che assegnano anche ai Comuni il ruolo ingrato di esattori. Tre le indicazioni in tema di bilanci emerse dalla direzione del Pd. Primo, porre grande attenzione sul controllo della spesa, più che mai indispensabile nella situazione attuale. Secondo, fare uso con molta parsimonia e moderazione degli strumenti fiscali a disposizione dei Comuni, che si vanno a sommare alla fiscalità già esistente. Il limite massimo deve essere la garanzia di tutti i servizi costruiti nel tempo per le comunità locali, sia quelli per persone (welfare, scuola e sociale), sia quelli per le imprese. Terzo, la partecipazione alla difficile fase dei bilanci dei Comuni non può non coinvolgere anche le società di secondo grado (società partecipate e aziende speciali), che devono condividere il rigore e il controllo della spesa.

Il riordino istituzionale. Nella sua relazione, Daniele Imola ha ricordato che la riforma degli enti locali, la gestione unificata dei servizi, le Unioni dei Comuni e il superamento delle Province rappresentano temi cruciali non solo per i piccoli Comuni, la cui stessa sopravvivenza è in gioco, ma anche per quelli più grandi, in cui la gestione dei servizi e le economie di scala diventeranno questioni sempre più rilevanti. “Il Pd accelera il proprio impegno per non vivere passivamente il riordino istituzionale. La realtà di Rimini non può essere assente da questo dibattito. Vogliamo partecipare alla discussione su come riorganizzarle, affrontare gli ambiti, i modi, le competenze, la distribuzione delle risorse”.

Un nuovo patto per lo sviluppo. La direzione provinciale del Pd si è conclusa con il lancio di un nuovo patto territoriale per lo sviluppo e la crescita. Lo strumento del patto territoriale, definito appositamente dalla legge, è un accordo che unisce enti locali, parti sociali, soggetti pubblici e privati, per l'attuazione di un programma di interventi caratterizzato da particolari finalità di promozione dello sviluppo locale. Gli obiettivi che il patto territoriale riminese si pone sono, tra gli altri, partecipare ai progetti che la Regione Emilia-Romagna sta mettendo in campo attraverso il Patto per lo sviluppo per una crescita intelligente e inclusiva, e stimolare iniziative specifiche per il territorio riminese insieme alle autonomie locali. Un lavoro su cui il Pd è già impegnato intensamente, facendo incontrare i propri amministratori con i rappresentanti delle categorie.

“Siamo in un periodo di grande trasformazione della politica – ha sottolineato Emma Petitti -, una fase delicata in cui serve ripartire dal senso comune. Il governo Monti è un’opportunità per il cambiamento, una sfida culturale. La bussola che guida il lavoro di un grande partito popolare radicato come il Partito democratico è rappresentata da parole chiave come lavoro, equità, diritti, legalità. E un partito esiste se ha un suo pensiero autonomo, senza padroni e senza ricorrere la polemica del giorno. Da qui ripartiamo, e dalla tradizione di riformismo della nostra Regione, come la 'sala macchine' del Partito democratico con una buona esperienza per costruire il futuro del nostro territorio e del Paese”.

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