Gadget fascisti, la Lega contro il Pd: "Le priorità sono altre"

E' quanto afferma l segretario romagnolo della Lega Nord Jacopo Morrone, riprendendo le parole di Matteo Salvini all’indomani della proposta, avanzata da alcuni deputati del Pd (Tiziano Arlotti, Marco Di Maio ed Enzo Lattuca) di rendere illegale la diffusione e vendita di materiale pubblicitario raffigurante il Duce

"Il Pd al lavoro per impedire la vendita e la produzione di gadget fascisti. Sono queste le priorità di sindaco e deputati riminesi? Criminalità, degrado e sicurezza messe in secondo piano". E' quanto afferma l segretario romagnolo della Lega Nord Jacopo Morrone, riprendendo le parole di Matteo Salvini all’indomani della proposta, avanzata da alcuni deputati del Pd (Tiziano Arlotti, Marco Di Maio ed Enzo Lattuca) di rendere illegale la diffusione e vendita di materiale pubblicitario raffigurante il Duce. "Addirittura in tre per vietare la produzione e la vendita di gadget a matrice fascista - mi lasciano sempre senza parole le iniziative dei deputati del Pd che in questo caso si sono preoccupati di mettere mano alla legge Scelba “arricchendo” il quadro normativo con pene che vanno da 6 mesi a due anni di reclusione e multe salatissime per chiunque produca, venda o distribuisca materiale raffigurante effigi fasciste".

"Stupisce infatti che per il Pd e il sindaco Gnassi siano queste le priorità da portare avanti in parlamento e sul territorio. Non il degrado e lo stato di insicurezza in cui versa il Comune di Rimini, non l’escalation di furti, reati al patrimonio e aggressioni che si sono registrate anche nei mesi estivi a danno di turisti e cittadini, non l’incubo delle infiltrazioni mafiose o un centro storico che cade a pezzi e interi quartieri ostaggio di bande di immigrati clandestini - continua Morrone -. Tutto questo evidentemente scivola in secondo piano per Arlotti, Di Maio e Lattuca che forse credono sia più urgente bannare la vendita di gadget fascisti piuttosto che attivarsi per sanare la grave situazione di insicurezza in cui versa Rimini e soccorre i cittadini che da mesi non ce la fanno più". "Al di là dell’ideologia e dell’adesione o meno a principi e simboli che hanno caratterizzato un periodo storico di questo paese - conclude Morrone - credo che Gnassi farebbe meglio a rimboccarsi le maniche, magari facendosi aiutare dai “suoi” deputati, e cercasse di mettere mano a una città che di problemi ne ha fin troppi, e di certo più importanti e gravi di un negozio che vende bandiere o magliette con immagini fasciste".

FRATELLI D'ITALIA - Sulla questione è intervenuto anche Federico Brandi, coordinatore provinciale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: "Capisco che per il deputato Arlotti il Fascismo sia una macchia nera da debellare anche dalla memoria umana ma se ne faccia una ragione, prima di sparare queste proposte ‘illuminate’ si metta d’accordo con il Sindaco di Predappio Frassineti (PD) che la pensa diversamente". “Vorrei citare le stesse parole di Frassineti quando, ad una intervista, dichiarò che ‘il problema è che una parte della sinistra, soprattutto quella che lavora nella cultura, ancora fa fatica a riconoscere quella che è ormai una verità storica acclarata ed ebbe un grande consenso popolare - aggiunge -. Se il Sindaco di Predappio non si pone questi problemi a distanza di 70 anni, perché mai dovremmo porli ora? Abbiamo festeggiato da poco i 150 anni dell’Unità eppure in quei 150 ci sono anche i Venti del fascismo. Qualcuno ne parla? È normale che in Italia ci siano 66 musei sulla Resistenza e nessuno su quello che è venuto prima?. Guarda caso Arlotti fa riferimento ai tanti esercizi commerciali che espongono e vendono gadget sul Fascismo, capisco che sia più facile fare cassa multando chi vende un calendario ma credo vivamente che sarebbe meglio preoccuparsi di altro. Di certo non sarà un calendario o una bottiglia di vino a fare la Marcia su Roma, dorma sonni tranquilli l’On. Arlotti”.

FORZA NUOVA - "Arrestateci tutti - tuona il responsabile regionale di Forza Nuova Mirco Ottaviani - siamo pronti ad autodenunciarci. Oramai sono tantissimi gli italiani che non si riconoscono in questa ipoteca antifascista che incombe sulla storia politica del nostro Paese e certi personaggi come il deputato Arlotti se ne devono fare una ragione. Si pretende l'incriminazione di chi la pensa diversamente e tutto questo ridicolo tentativo ne è la palese dimostrazione". "E' ora di decretare la fine di questa Repubblica antifascista e del clima d' odio che l'ha accompagnata sin dalla sua fondazione - conclude il responsabile - e come sosteniamo già dal lontano 1997, anno di fondazione del nostro Movimento, chiediamo l'immediata abrogazione di leggi liberticide quali la Scelba e la Mancino, espressioni di una cultura dominante che tirannicamente impedisce pensiero ed azione, volti alla difesa della Nostra storia, nonché del patrimonio religioso e culturale del nostro paese".

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