Il Governo "giallo-rosso" fa breccia in Provincia, ma la Lega non ci sta

Il segretario provinciale Pd Sacchetti: "Non è facile da metabolizzare, ma è la strada migliore". Il consigliere della Lega Zoccarato: "E' la morte degli ideali"

Giuseppe Conte (foto Agenzia Dire)

Il presidente Mattarella ha affidato giovedì a Giuseppe Conte l’incarico di formare il Governo, che ha accettato con riserva. A sostenerlo, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Il premier ha subito avviato le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari che si sono resi disponibili a formare una nuova maggioranza, e venerdì mattina si è concluso anche il secondo giorno di confronto. Conte ha precisato che "all'esito di questo confronto mi dedicherò a elaborare un programma con le forze politiche che desidero sin qui ringraziare. Non sarà un Governo contro ma un Governo per modernizzare il Paese e per i cittadini”, spiegando che l’esecutivo, come chiesto dalle forze politiche, sarà nel segno della novità, oltre a lavorare subito sulla manovra economica. "Una manovra che contrasti l'aumento dell'Iva, che tuteli i risparmiatori, che offra una solida prospettiva di crescita, una solida prospettiva di sviluppo sociale", ha precisato Conte.
Anche il sindaco di Rimini aveva manifestato la grave preoccupazione sul rischio aumento Iva con gravi ripercussioni sulle tasche degli italiani e di tutto il comparto turistico.

L'alleanza tra Pentastellati e Pd continua quindi a far discutere, c'è chi approva e chi manifesta dubbi o no assoluti. Molti politici riminesi hanno già un'idea chiara su questo possibile Governo.

I commenti

Ad affidare il suo pensiero a Facebook è il presidente della provincia Riziero Santi che stila in dieci punti quello che definisce il 'Capolavoro di Zingaretti'. "Confesso di avere avuto dubbi, perplessità e preoccupazioni, forse come non mai, ma, analizzando bene la situazione ad oggi, riconosco il capolavoro del Segretario Zingaretti, in dieci mosse - spiega Santi - Si è strappato di dosso la maglietta pro-grillina impostagli dalla sua elezione per indebolirlo; Si è opposto all’idea di un governo istituzionale, utile solo nelle logiche divisive interne, ed a togliere le castagne dal fuoco di una manovra lacrime e sangue per poi rimettere il paese nelle mani di chi pretendeva “pieni poteri”; Ha lanciato a tutti il guanto di sfida dichiarandosi pronto al voto subito, portando fuori strada Salvini; Ha coraggiosamente proposto l’alternativa del “governo di svolta” obbligando i 5s ad una revisione strategica della loro azione; Ha superato il veto su Conte, nell’ipotesi che non fosse lui “terzo” ma referente 5s; Ha imposto discontinuità con un governo Conte 2.0, superando la logica del "Conte bis", modello di governo fotocopia dei “due vice”; Ha mantenuto unito il Pd nelle sue componenti di partito e parlamentari, impedendo scorribande interne; Ha indicato nella trattativa punti programmatici distintivi di una forza progressista come il lavoro, il sociale, l’ambiente ed i cambiamenti climatici e l'Europa; Ha rimesso il Pd al centro della scena politica del paese; Ha fatto risalire il gradimento degli elettori nei sondaggi.

Anche il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti sostiene la linea di Santi. "Questa crisi di governo a Ferragosto provocata da Salvini ha messo il nostro Paese davanti a un bivio. L'instabilità delle elezioni contro il tentativo responsabile di dare un governo all italia per gestire da subito questioni importanti che vanno oltre alla propaganda dei porti e degli sbarchi che ha cavalcato per un anno. A questo Paese servono riforme per tutelare i più deboli, i poveri, chi lavora e ha diritto a una paga dignitosa, tutela dell'ambiente e opportunità di sviluppo economico in un nuovo rapporto con l'Europa. La crisi di Salvini rischiavamo di pagarla di tasca nostra per questo appoggio la scelta del Pd di dare vita a un governo con responsabilità. Il Pd che col segretario Zingaretti si è comportato in modo serio e unito proponendo 5 punti per un governo di svolta, che non stia nel solco di quello precedente ma possa avviare una stagione nuova, un governo di legislatura che elegge il Presidente della Repubblica nel 2021. Non è facile da metabolizzare subito, ma è certamente la strada migliore rispetto il quadro critico che avevamo di fronte.

Emma Petitti, componente della direzione nazionale del Pd, ha espresso il suo consenso con voto favorevole nella riunione di mercoledì a Roma prima dell’incontro della delegazione Dem con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, commentando poi l’intervento del segretario Nicola Zingaretti. "Zingaretti sta dando prova di grande senso di responsabilità, di rispetto delle visioni di ognuno, lavorando per dare risposte al Paese e tenendo unito il Partito. In un momento così complicato e nella massima trasparenza, si è aperto il confronto con il m5s mettendo al centro la Discontinuità vera nelle politiche di Governo a partire dal Lavoro, ai Diritti, alla Sicurezza, all’Ambiente, a un piano vero per gli investimenti".

A puntare il dito contro l'alleanza, senza mezzi termini, è il consigliere regionale Pd Giorgio Pruccoli con un amaro sfogo su Facebook: “Non sarà mai il mio Governo. Non avrà mai il mio sostegno di cittadino elettore, per come sta nascendo e per come sarà composto, ad iniziare dal Presidente del Consiglio. Perchè non potrà dare nulla di buono al Paese. C'è troppa euforia intorno a questo Governo dalle mie parti, ovvero Partito Democratico". Pruccoli, infatti, manifesta i forti dubbi sui 5 Stelle: “un soggetto fortemente eversivo nato con l’obiettivo di distruggere la democrazia rappresentativa e demolire Il Partito Democratico stesso. L’indulgenza nei loro confronti ha portato il Partito Democratico ad inserire il tasto dell’autodistruzione. Questo Governo sarà un fallimento. Se il Governo nasce per evitare che Salvini abbia il 51 nell'immediato, gli regalerà il 60 nel medio periodo. L’ Italia avrà un Governo, pur apprezzando tutto ciò che è stato fatto dal mio partito, perchè so che è stato fatto in buona fede, dal Segretario a scendere, lo dico fin da ora : il prossimo Governo me per è ostile, non tanto meno di quello finito in soffitta per le manie di onnipotenza di Salvini".

Carlo Rufo Spina, Forza Italia, scrive su Facebook: "Oggi è un giorno di lutto per la Patria. La nascita del governo Pd-5S, il più a sinistra della storia, comporterà nuove tasse, abolizione della flat tax per gli autonomi, apertura della frontiere, rifinanziamenti illimitati per il business dell'immigrazione clandestina, ius soli, seppellimento della produttività con assistenzialismo sfrenato e spesa pubblica improduttiva".

Si scaglia contro l'alleanza anche il consigliere comunale della Lega di Rimini Matteo Zoccarato: "Quello a cui stiamo assistendo è perfettamente lecito e legittimo - scrive sui social - La lecita morte degli ideali, dello scontro politico, del dibattito, delle fazioni e degli schieramenti. Pd e M5S sono due anime totalmente contrapposte, nelle persone, nella storia, nei programmi e nelle idee; che in neanche una manciata di giorni, mettono da parte anni un decennio di accoltellamenti e scelgono di intraprendere questa strada buia. Si impedisce al paese di avere un governo forte e ben allineato".

Ad intervenire sulla nascita della nuova compagine governativa sono il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti e del deputato Carlo De Girolamo che, in una nota stampa congiunta, chiedono alla nuova squadra dei ministri che, fin da subito, ci sia "convergenza e confronto su temi importanti come l'ambiente". "Condividiamo questo approccio - proseguono i grillini -  e davvero ci auguriamo che il futuro governo riesca ad affrontare temi importanti per il nostro Paese. Auspichiamo che si possa trovare una convergenza con il Partito Democratico su molti dei dieci punti che il Movimento 5 Stelle ritiene obiettivi prioritari e che ha portato all’attenzione del Capo dello Stato durante le consultazioni. Uno di questi punti prospetta “un cambio di paradigma sull’Ambiente. Un’Italia 100% rinnovabile”.

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