Il Pd Rimini fa muro contro la scelta di Renzi, ma qualcuno è pronto a seguirlo

Stefano Vitali: "Questa operazione è un valore aggiunto per chi ha creduto nel Pd e si trovano senza una casa. Anche io sono un 'senza casa', questa mossa mi incuriosisce molto"

La scelta di Matteo Renzi di "sbattere la porta", come l'ha definita Gnassi, e lasciare il Partito Democratico per fondarne un atro trova nel Riminese un muro tra i fedelissimi del Pd. A partire proprio dal sindaco di Rimini che non ha fatto sconti all'ex premier.

Contro Renzi

Dopo lo strappo il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti affida alla sua pagina Facebook un commento che traccia una linea ben precisa: "Noi restiamo nel pd. Stiamo ricostruendo a Rimini, senza poca fatica, una comunità politica di persone che si incontrano e discutono dei bisogni del territorio. Idee, progetti e speranze che cambiano le città, parlano del mondo che cambia, delle opportunità globali e locali. Una comunità che deve restare coesa di fronte ai prossimi difficili appuntamenti che ci dovranno far tirare fuori l'orgoglio e la visione giusta per affermare che l'EmiliaRomagna è un posto in cui si vive bene e possiamo lavorare per stare ancora meglio. Il pd deve ripartire, dopo aver dato vita a questo governo. Deve ripartire dal sogno di una comunità democratica di persone che credono nell'Europa e nella cittadinanza europea, nello sviluppo sostenibile che crea nuovi posti di lavoro, nella tutela minima di chi lavora e rischia comunque di essere povero. Il pd è un grande partito dove deve esserci posto per tutti quelli che hanno idee libere e vogliono cambiare le cose e aiutare chi sta peggio a stare un po meglio. E se ancora siamo distanti da questa definizione, si fanno battaglie e si affermano valori tramite la partecipazione democratica, senza scappare e senza mollare. È sempre sbagliato quando succede. Chiunque sia a compiere il gesto. Da Rimini proviamo a stare uniti e andare avanti con umiltà e tanto lavoro sui territori".

L'assessora regionale Emma Petitti commenta esprimendo il suo dispiacere e appoggiando l'intervento di Zingaretti che ritiene un errore dividere il Pd. "Dispiace ma guardiamo avanti, siamo già pronti per ricostruire tutto. Per un nuovo Partito Democratico e per una nuova Italia".
Lapidario il presidente della Provincia Rieziero Santi: "Renzi è vittima del suo ego. L'uscita è un grave errore che provocherà un danno al partito. Tuttavia sarebbe sbagliato drammatizzare. Come ha detto Zingaretti siamo dispiaciuti ma si guarda avanti, si lavora per potenziare il profilo politico riformista del partito e per l'unità del centrosinistra".

A sottolineare il grave danno che crea questa operazione è anche il consigliere regionale Giorgio Pruccoli, invece a esprimere la sua delusione è il cattolichino Alessandro Belluzzi. Ad essere spiazzata è la santarcangiolese Giorgia Bellucci, con incarichi importanti dentro al partito e vicina all'ex premier, ma comunque solida nella sua posizione di non lasciare il Pd, anzi rilancia la volontà di protare avanti una compattezza in vista delle elezioni regionali.

Chi approva

L'ex presidente della provincia Stefano Vitali scrive sul suo profilo facebook: "Credo che la mossa di Renzi sia veramente interessante. Organizzare un movimento politico che guardi al centro, ai moderati, ai cattolici che non si riconoscono nel PD, ai moderati di centro destra che non hanno niente a che vedere con la Lega, sia una operazione di tutto rispetto che debba essere vista come valore aggiunto, non come un problema. Ed è un valore aggiunto per i tanti che hanno creduto nel PD e che adesso si trovano senza una casa in cui entrare. E siccome anche io sono un "senza casa", questa mossa mi incuriosisce molto. Chissà che non possa essere un nuovo inizio di impegno da militante...".

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