“Rimini progetto casa”, housing sociale e edilizia abitativa al centro dello sviluppo urbano

Ambizioso programma di lavoro del Vicesindaco del Comune di Rimini con delega alla protezione sociale, Gloria Lisi

Housing sociale e edilizia abitativa al centro dello sviluppo di una idea di città in linea con le nuove dinamiche demografiche, urbanistiche e sociali. Questo l’ambizioso programma di lavoro iniziato ieri con il primo degli incontri del tavolo di lavoro “Rimini progetto casa”, avviato dal Vicesindaco del Comune di Rimini, Gloria Lisi, e partecipato anche da Diocesi,  Acer, Associazione piccoli proprietari, Associazionismo sociale e di categoria, Asp Valloni Marecchia, ordini professionali di architetti e ingegneri. Il punto di partenza è quello di città come luogo dove oggi si anticipano e si moltiplicano i cambiamenti (demografici, economici, politici, epidemiologici e sociali) che orientano lo sviluppo nel suo complesso.

“A Rimini – ha spiegato il Vicesindaco del Comune di Rimini con delega alla protezione sociale, Gloria Lisi, nella sua introduzione – la consapevolezza è quella di dover agire in un contesto di consumo zero del territorio e, dunque, in un contesto dove non si può più ragionare sull’implementazione di nuove abitazioni, ma su un migliore utilizzo del patrimonio esistente. Nuove prospettive occupazionali possono emergere allora da ristrutturazioni e adeguamenti sismici, da possibilità di intervenire in abitazioni storiche o da quelle non più funzionali per nuclei famigliari più piccoli come quelli di oggi. Per questo oggi è necessaria una prospettiva di più ampio respiro che ambisca, nei prossimi anni, non solo a ridisegnare spazi urbani, come stiamo facendo, ma anche a calibrare le politiche abitative rispetto ai cambiamenti in atto. Su tutti, ad esempio, l’invecchiamento costante della popolazione che porrà esigenze e problematiche legate non solo all’assistenza, ma anche alla accessibilità degli spazi".

"Per questo - conclude la Lisi - è importante creare un nuovo contesto relazionale e non solo nuove abitazioni, perché la qualità di vita è data anche dalla rete di vicinato e del contesto sociale in cui si è inserito. In questo ambito le politiche abitative necessitano di più ampie sinergie tra pubblico e privato; la pressione abitativa e le richieste di aiuto sul tema casa superano infatti, in tutta la provincia, il 50% delle richieste negli sportelli sociali, a riprova della necessità di un nuovo intervento del pubblico, non solo e non più come “costruttore” di nuove abitazioni, ma di mediatore e garante con il mercato privato che, nel riminese, vanta circa 15 mila abitazioni sfitte in provincia di Rimini a causa, da una parte, degli alti canoni di locazione (i più alti in regione secondo i dati 2015/16), dall’altra, delle sempre più elevate garanzie richieste dai proprietari agli inquilini. In questo Rimini, anche con l’agenzia sociale per la locazione, sta ridisegnando in maniera innovativo il proprio ruolo in un contesto innovativo di welfare”.

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