Scontro nel Pd sulla "secessione" di Montecopiolo e Sassofeltro dalle Marche

La deputata pesarese Alessia Morani (Pd): "Il referendum risale a 10 anni fa e, nel frattempo, sono cambiate talmente tante cose che il risultato referendario non è più attuale"

"Farò la mia battaglia fino in fondo per impedire la secessione". Alla vigilia della discussione in commissione Affari costituzionali della proposta di legge per il distacco di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche e la conseguente annessione all'Emilia-Romagna la deputata pesarese Alessia Morani (Pd) è pronta a fare le barricate per evitare che, dopo i 7 Comuni della Valmaecchia, anche gli altri due Comuni del pesarese prendano la strada della provincia di Rimini. "Io sono sempre stata contraria alla secessione e farò di tutto per evitarla - premette alla Dire, Morani. - Il referendum risale a 10 anni fa e, nel frattempo, sono cambiate talmente tante cose che il risultato referendario non è più attuale. Se si volesse andare avanti con la secessione di Montecopiolo e Sassofeltrio andrebbe perlomeno rifatta un'altra consultazione. Che, tra l'altro, è già stata richiesta a Montecopiolo con una raccolta firme che ha raccolto 300 sottoscrizioni". La calendarizzazione della legge prevede domani la discussione in commissione e lunedì 27 marzo l'approdo alla Camera dei Deputati. Nel Pd marchigiano confidano nell'ennesimo rinvio dato che solo questa settimana alla Camera si dovrà esaminare il decreto Terremoto, la legge sull'ineleggibilità dei giudici e il decreto Sicurezza.

"Io non so se slitterà di nuovo la legge ma mi auguro di no perchè è ora di mettere fine a una situazione vergognosa - attacca il deputato riminese Tiziano Arlotti (Pd). - All'inadempienza dei ministeri dell'Interno che si sono susseguiti dal 2007 ad oggi si è aggiunto l'ostruzionismo praticato dal consiglio regionale delle Marche che non ha dato il proprio parere al distacco. La Costituzione parla chiaro e dunque è giusto che ora il dibattito approdi in Aula. E che la legge venga votata. Il Pd? Non credo che il gruppo dem alla Camera si opporrà". Quanto alla possibilità che la volontà dei cittadini sia mutata in questi 10 anni Arlotti sostiene che si tratta solo "di una polemica sterile che dovrebbe essere evitata da chi siede in Parlamento considerando che noi siamo legislatori e abbiamo il dovere di rispettare la legge".
(Agenzia Dire)

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