Sit-in al Pratello di Bologna dei Giovani Padani: “Rimpatriare chi stupra”

Il senatore Maurizio Gasparri: "E' evidente che l'Italia non può essere l'approdo di tutti i disperati del mondo"

"Rimpatrio immediato per chi ha stuprato". Questo lo striscione esposto dai militanti bolognesi dei Giovani Padani di fronte al carcere minorile del Pratello, dove sono detenuti i tre giovani stranieri che lo scorso 26 agosto ha violentato e malmenato una coppia di turisti polacchi, a Rimini, accanendosi poi contro una trans peruviana. "Questo buonismo deve finire - attacca Claudio Naldi, referente dei Giovani padani di Bologna - cosa sarebbe accaduto a parti invertite, se fossero stati cittadini europei a compiere lo stesso crimine in un paese africano?". Rabbia, quella del Carroccio, alimentata in queste ore anche dal nuovo caso registratosi a Roma, dove un bengalese che gode di un visto di soggiorno per motivi umanitari ha stuprato una ragazza finlandese di 20 anni. "Il silenzio del Pd su questi casi di cronaca è assordante - tuona il commissario provinciale bolognese della Lega Nord, Carlo Piastra - si dovrebbe evitare che certe questioni cadano nel dimenticatoio. Non solo per dare giustizia, ma anche perche' vorremmo che lo strumento dell'espulsione fosse utilizzato non solo come estrema-ratio, ma a fini di deterrenza, per prevenire il ripetersi di certe situazioni".