Tonelli a Gnassi: "Sulla nuova Questura sono state dette tante falsità"

Il deputato della Lega: "Il sindaco farebbe bene a pensare agli uffici della Polizia Municipale"

"Continuo a leggere dichiarazioni del sindaco di Rimini, su carta stampata, sui social e riportate anche sui media, riguardanti la sede della Questura di Rimini nonché le dotazioni organiche  e di mezzi. Quest’ultimo farebbe bene a pensare agli uffici della Polizia Municipale. L’organico di 230 unità è lontano dall’essere completo e a peggiorare l’operatività vi è anche l’applicazione dei dipendenti in altri uffici e mansioni. Dei poco più di duecento operatori, una ventina sono infatti utilizzati in altri uffici dello stato e altri con mansioni da civili. Tra l’altro non sono distratti dai servizi operativi poiché la vigilanza agli uffici nelle ore notturne viene effettuata da vigilanza privata". Ad attaccare Andrea Gnassi è il deputato della Lega, Gianni Tonelli, che oltre a fare le pulci al primo cittadino di Rimini sulla questione della Municipale ritorna sull'annosa questione della nuova Questura di Rimini.

"Tornando alle dichiarazioni del sindaco - spiega il deputato leghista - sono numerose le inesattezze e tante le mezze verità che mi spingono a fornire ai cittadini riminesi e della provincia informazioni utili al fine di una valutazione più completa, e certamente maggiormente equilibrata rispetto all’annoso caso della sede della Questura, della rivalutazione della fascia e delle dotazioni. Tutti sanno che la necessità di una nuova struttura per la Questura nasce negli anni 90, e che per tanti anni e per mille vicissitudini, la parte politica che governava il comune e la regione in quel tempo non è riuscita per vent’anni a trovare una soluzione. Vero è che ad oggi la struttura che avrebbe dovuto ospitare esclusivamente la Polizia di Stato non risponde alle necessità odierne e dovrebbe inglobare altri enti. Infatti il “Patto per la Sicurezza” stipulato a Rimini con l’allora Ministro dell’Interno Minniti e firmato anche dal sindaco Gnassi allora anche presidente della provincia, prevedeva e prevede il passaggio temporaneo di tutti gli uffici di polizia nella struttura di piazzale Bornaccini in attesa del completamento della cittadella della sicurezza che dovrebbe sorgere, inglobando anche altre forze dell’ordine, nella struttura sita in via Ugo Bassi".

"Forse qualcuno dimentica - prosegue Tonelli - che attualmente le strutture della Questura sono, un albergo sul mare nella zona nord di Rimini e due strutture nel centro cittadino progettate per essere civili abitazioni,  peraltro in una di queste sono presenti abusi edilizi che devono essere assolutamente sanati. Senza contare inoltre che oltre le difficoltà operative e gestionali del personale all’interno degli uffici, alcuni dei quali con grandi vetrine piano strada e con un indice di sicurezza pari a zero, vi è una situazione a dir poco indecente che costringe gli utenti degli uffici amministrativi e immigrazione a effettuare l’attesa  in un androne ( i più fortunati) o alle intemperie in strada. Evidentemente queste valutazioni non interessano il primo cittadino di Rimini ma credo che siano doverose per far percepire la necessità di passare in una struttura che può sanare lo stato attuale e compendiare le numerose necessità degli utenti e dei poliziotti".

"Giova inoltre spendere alcune parole riguardo alla fascia di appartenenza della Questura - conclude Tonelli. - Bisognerebbe spiegare al Sindaco che le questure non sono più classificate per fascia A, B e C. L’ex sottosegretario al Ministero dell’Interno on. Nicola Molteni ha infatti presentato nell’autunno del 2018 la riorganizzazione degli uffici di polizia che ha previsto una diversa suddivisione, ove Rimini viene valutata al pari di capoluoghi di regione, nonché una rivalutazione degli organici non più in base alla popolazione presidente ma in base a uno studio effettuato sul lavoro perpetrato dagli uffici di polizia sul territorio nel triennio precedente. In questa rivalutazione la Questura di Rimini, proprio per le sue peculiarità territoriali, ha avuto una previsione di incremento di personale di 101 unità. Oltre agli operatori già assegnati nelle ultime tornate di trasferimento, nel piano delle assegnazioni previste fino alla primavera prossima, (se non viene rivisto dall’attuale esecutivo) sono stati assegnati altri 30 uomini circa.  Questo nonostante le numerose chiusure effettuate alle scuola di polizia nel passato e solamente grazie al governo che ha visto il sen. Matteo Salvini a capo del Viminale che ha stanziato i fondi al fine di provvedere nuove assunzioni. Ad oggi infatti tutte le scuole di polizia lavorano a pieno regime. Un piccolo esempio di quanto messo in campo viene dal numero di volanti ora operanti sul territorio. Nel 2012 il controllo del territorio veniva effettuato con una volante per turno, attraverso i nuovi arrivi e il buon lavoro svolto dei questori che si sono succeduti, oggi l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico a pieno regime riesce a predisporre sul territorio anche quattro volanti. Un esempio virtuoso di come è stata cambiata la tendenza sul territorio della provincia e che dovrebbe essere presa d’esempio da chi costantemente sottovaluta le necessità delle operatrici e degli operatori della Polizia di Stato e che invece dovrebbe prendere spunto e dare maggiore propulsione alle attività proprie della polizia municipale sul territorio di loro competenza".

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