Superbike, Rinaldi in rimonta porta la V4 al nono posto. Inizio prudente per Delbianco

Si tratta di un ottimo esordio per il talento riminese del team Barni Racing, che porta a casa i suoi primi sette punti nella classifica di campionato

Si conclude con un ottimo nono posto la prima gara del mondiale Superbike 2019 per Michael Ruben Rinaldi. Si tratta di un ottimo esordio per il talento riminese del team Barni Racing, che porta a casa i suoi primi sette punti nella classifica di campionato. Il pilota rininese è stato una delle più grandi sorprese della Superpole, tornata al format con un'unica sessione di 25 minuti. Grazie al tempo di 1'30.390 il 21 ha conquistato l'ottava posizione per la griglia di gara 1.

L'ex campione dell'Europeo Stock 1000 è sembrato immediatamente a suo agio nel giro veloce segnando un 1'31.128 a 13 minuti dalla fine. Poi, con la gomma morbida, è riuscito ad abbattere il muro dell’ 1'31. Al debutto sulla pista di Phillip Island, il riminese è stato protagonista di una gara in rimonta dopo un grande rischio corso in partenza: Rinaldi ha avuto un buono start, ma nel momento di impostare la prima curva si è ritrovato all’esterno e dopo un contatto è finito oltre il cordolo, ha messo le ruote sull’erba ed è stato costretto a chiudere il gas.

Precipitato in quattordicesima posizione, il 22enne romagnolo ha gestito la prima parte di gara, con un passo intorno all’1’32.5, poi è stato protagonista di una splendida rimonta: in lotta in un gruppo di quattro piloti ha scavalcato in sequenza Tadi Mercado (giro 15), Eugene Laverty (giro 16) e Jordi Torres (giro 17). Al ventesimo passaggio Rinaldi ha stampato il suo giro veloce in 1’32.207 ed è andato a prendere Chaz Davies, riuscendo anche nel sorpasso e conquistando la nona posizione sotto la bandiera a scacchi. 

"Per essere la prima gara credo che possiamo essere soddisfatti del risultato - commenta Rinaldi -. Sono molto contento del lavoro svolto sia nei test, sia durante le prove perché ci ha permesso di essere veloci nell'ultima parte di corsa. La fase iniziale, invece, è stata un po' troppo lenta e questo ha compromesso il risultato. Domenica sappiamo di partire da una buona base e cercheremo di conquistare un piazzamento ancora migliore".

Alessandro Delbianco ha chiuso la sua prima gara in Superbike in 17esima posizione. "E' la prima volta che faccio così tanti giri consecutivi - commenta il portacolori della Honda del team Mie Althea -. So che posso fare molto di più. E’ stata dura ma diciamo che quello che ho fatto oggi è stato un buon punto di partenza. Cercherò di usare tutto quello che imparato sino ad ora, sia nella Superpole che in gara, nelle due manche di domani e anche nei prossimi round. Non possiamo fare altro che continuare a lavorare passo dopo passo, e sono sicuro che miglioreremo". Domenica debutterà il nuovo format con la Superpole Race (10 giri) che assegnerà metà punteggio e deciderà la griglia di partenza di gara 2.  

La gara degli altri

La prima di Phillip Island è un'apoteosi rossa. Alvaro Bautista scrive una pagina della storia della Ducati, portando la Panigale V4R sul gradino più alto del podio al suo esordio nel campionato delle derivate di serie. Lo spagnolo ha dominato Gara 1, rifilando quasi quindici secondi alla verdona di Rea, quest'ultimo partito dalla Superpole. Bautista ha rotto il filotto mostruoso di undici gare consecutive vinte dal Cannibale, ripetendo l'impresa di Max Biaggi, che, al suo debutto in Superbike nel 2007, vinse a Losail con la Suzuki. Per il ducatista è stato tutto semplice, mentre Rea ha dovuto fare i conti con un ostico Leon Haslam, poi caduto a poche tornate dalla fine. "Non potevo desiderare un inizio migliore", sono state le parole a caldo di Bautista, mentre il nordirlandese ha ammesso di "essere andato al 60% e di non aver il passo". Il terzo posto è andato all'altro eroe del sabato, Marco Melandri. Dopo le difficoltà incontrate venerdì, il ravennate ha risalito la china, beffando all'ultimo Alex Lowes. "Sono riuscito a trovare il passo giusto giro dopo giro dopo aver avuto qualche difficoltà con le gomme nuove. Il lavoro della squadra ha premiato". La pista australiana è un amuleto magico per il 33, che qui lo scorso anno centrò una splendida doppietta con la Ducati Panigale R. Quinta piazza per l'altra Yamaha di Michael Van Der Mark, davanti alla Kawasaki di Toprak Razgatlioglu e alla Bmw di Tom Sykes, ancora troppo lenta sul dritto.

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