Il Rimini attende il capolista Vicenza: mister Colella: "Gara che presenta grandi difficoltà"

Il punto sui primi due mesi sulla panchina del Rimini. "Inutile dire che mi sarei aspettato qualcosa di meglio a livello di risultati.

Terza partita in otto giorni per il Rimini di mister Giovanni Colella che domani, al "Romeo Neri", attende la visita della capolista Vicenza (fischio d'inizio ore 17.30). Tra la corazzata berica e i padroni di casa ci sono la bellezza di 37 punti, un vero e proprio testacoda. Così il tecnico alla vigilia del match. "I testacoda sono sempre simpatici da giocare quando stai sotto. Naturalmente preferirei essere sopra in classifica ma la partita singola in sé preferisco giocarla sotto. Una gara che presenta chiaramente grandi difficoltà, ma è una di quelle sfide che si preparano da sole e che danno grandi motivazioni ai giocatori. Il Vicenza è una squadra molto solida, che rischia poco e che davanti ha grande qualità e capacità realizzativa. Servirà una partita di ritmo, dovremo far girare palla velocemente. Più rallenteremo la manovra e più loro avranno la possibilità di metterci in difficoltà".

Mister Colella fa il punto sui primi due mesi sulla panchina del Rimini. "Inutile dire che mi sarei aspettato qualcosa di meglio a livello di risultati. Abbiamo valutato che la rosa a disposizione non fosse all'altezza e abbiamo deciso di cambiare. Quando si è costretti a fare così tante operazioni ci si ritrova anche a dovere ricominciare. Di conseguenza per arrivare alla condizione e agli equilibri giusti occorre un po' di tempo, purtroppo non è così automatico come si vorrebbe. Il primo a essere dispiaciuto per questo ruolino di marcia sono io, ma se non avessi la completa fiducia in quello che stiamo facendo assieme alla società, nei giocatori che sono arrivati e in quelli che sono rimasti, me ne andrei. E nonostante tutto sono assolutamente convinto alla fine ci salveremo. La partita di domani, a dispetto del distacco, è una gara che mi voglio giocare, i punti dobbiamo cercare di farli con tutti". Il condottiero biancorosso chiarisce ulteriormente il concetto. "La cosa fondamentale è non sentirsi dei perdenti, non mi sento una vittima sacrificale, diversamente me ne sarei già andato a casa da un pezzo. Il pericolo maggiore 

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