Superbike, Gara 2 show a Misano: Melandri e Rea firmano lo spettacolo

Al termine di una manche molto muscolare è arrivato il successo numero 64, il decimo stagionale

Foto di Marzio Bondi

La regola dell'inversione della griglia regala una Gara 2 show agli oltri 32mila spettatori arrivati domenica Misano (nel weekend il dato ufficiale parla di oltre 68mila tifosi). Jonathan Rea, non al top fisicamente, ha indossati i guantoni da boxer, prendendosi anche la seconda manche del Gran Premio della Riviera di Rimini, nono round del mondiale Superbike. Al termine di una manche molto muscolare è arrivato il successo numero 64, il decimo stagionale e l'ottavo podio podio consecutivo sul tracciato, che l'ha visto vincere per la prima volta. Tutt'altra che semplice la missione del pilota di Ballymena, che ha trovato in un rinato Marco Melandri prima e in un Michael Van Der Mark due ossi duri da battere.

Il numero uno della Kawasaki prima ha lottato gomito a gomito col ravennate della Ducati, per poi sferrare all'olandese della Yamaha l'attacco decisivo a tre passaggi dalla fine. Con il trionfo di Rea la Kawasaki diventa la moto più vincente nel campionato delle derivate di serie, ben 120 volte sul gradino più alto del podio. Non ci sono ormai più parole per descrivere la superiorità del binomio Rea-Kawasaki e nemmeno il torcicollo è riuscito a fermare il nordirlandese. "E' stata una gara difficile - confessa il pluricampione del mondo -. Ho avuto molto male al collo, ma fortunatamente sono riuscito a stare meglio per la gara. E' stata dura, con tanti sorpassi. Inoltre ero preoccupato anche dal ritmo di chi mi precedeva. Alla fine ce l'ho fatta".

Meritatissimo il red carpet anche per Melandri, resuscitato dopo un weekend decisamente travagliato: "Purtroppo ci è mancato il sabato mattina per colpa di un problema tecnico - analizza il pilota di Ravenna -. In Gara 1 sono partito alla cieca, ma abbiamo raccolto delle informazioni importanti. I ragazzi del team hanno fatto un ottimo lavoro e la moto funzionava bene. Ho fatto anche una buona partenza e sapendo di non aver il passo per potere vincere ho cercato di correre col cuore, dando spettacolo. E' stata una bella battaglia con Jonnhy. Ho perso poi un po' di tempo e ho cercato nel finale di ricucire su Van Der Mark, ma alla ho spinto troppo sul davanti e alla fine mi sono accontentato".

Il terzo posto di Van Der Mark conferma la crescita della Yamaha: "Sono soddisfatto - dice l'olandese, che ha guidato il gruppone per tutta la manche fino all'arrivo di Rea -. Ho fatto una buona gara e nel weekend abbiamo fatto un buon bottino di punti utili per il campionato". Non ha replicato il risultato di Gara 1 Chaz Davies, che non è andato oltre il quarto posto. Il gallese ora vede Rea scappare a +82, praticamente impossibili da recuperare. "Credevo che avessimo il potenziale per stare con i primi e giocarci la vittoria, e inizialmente abbiamo dato battaglia, ma dopo pochi giri abbiamo inaspettatamente sofferto problemi di trazione - spiega il gallese -. Sono un po' amareggiato, perché i cambiamenti che abbiamo deciso di fare dopo Gara 1 non si sono rivelati azzeccati. In generale è stato comunque un round positivo per noi, sicuramente è andata molto meglio rispetto ad un anno fa qui, quindi non ci possiamo lamentare. Negli ultimi due round siamo stati costanti ed abbiamo individuato un paio di dettagli molto importanti. Poi entrare nella pausa estiva con un podio mancato di pochissimo ci dà ancora più motivazione in vista degli ultimi quattro round".

Quinto posto per l'altra Kawasaki di Tom Sykes ("mi serve più confidenza con le nuove gomme, anche se lavorano bene ad ogni temperatura") davanti alla Yamaha di Alex Lowes e alle Aprilia di Lorenzo Savadori ed Eugene Laverty. Per il pilota cesenate una gara consistente, condizionata da un contatto nelle battute iniziali con Melandri: "Purtroppo soffriamo i primi giri - osserva il portacolori del team Milwaukee -. E' un peccato perchè a metà gara eravamo veloci come primi. Ma ricucire era impossibile. E' positivo che andiamo forte nella seconda parte, ma dobbiamo capire perchè non riusciamo ad esserlo sin dall'inizio". Michael Ruben Rinaldi archivia il weekend di Misano con un undicesimo posto. "Dopo un inizio in salita, nel WUP ho ritrovato le giuste sensazioni - afferma Rinaldi -. Non è mai facile recuperare partendo dall’ultima fila, ma possiamo dire di aver parzialmente raddrizzato un weekend fin qui difficile. Solitamente possiamo dire la nostra, ma a questo livello basta poco per perdere posizioni. Il nostro passo non era male, ma il risultato non rispecchia il nostro potenziale. Purtroppo ora dobbiamo aspettare un mese per tornare a guidare nei test, e due per la prossima gara. Non vedo l’ora di macinare chilometri". Recrimina Xavi Fores,con la Ducati del team Barni, ritirato per un problema tecnico mentre occupava la prima posizione.

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