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L'appello del dottor Nardi, direttore di Rianimazione: "Il mostro non è sconfitto, state a casa"

"A Rimini abbiamo 20 pazienti in rianimazione, 18 dei quali intubati, mai vista una malattia così"

 

"Vi preghiamo di stare a casa, il mostro non è sconfitto". E' un appello sentito e drammatico quello rivolto a tutti i cittadini dal dottore Giuseppe Nardi, direttore dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale di Rimini, già stato ospite in una chiacchierata video dei Rotary.

"Fatelo per noi medici e infermieri, almeno ancora 15 giorni di sacrificio sono necessari. La situazione è certamente migliorata dalla fine di marzo, ma siamo ancora lontani dall’aver superato il problema dell’epidemia e dall’aver domato questo vero e proprio mostro. In quarant’anni non avevo mai visto una malattia del genere", continua Nardi.

"A Rimini abbiamo ancora 20 pazienti in rianimazione, 18 dei quali intubati. Consideriamo che  prima dell’epidemia, in questo reparto avevamo 15 posti. Ciò significa che con i soli pazienti covid siamo ben oltre il normale impegno del reparto. E ciò nonostante siamo stati fortunati. Sentiamo le notizie dagli Stati Uniti, dove l’88% dei pazienti intubati è morto. Da noi siamo ben al di sotto di queste terribili percentuali. All’ospedale di Rimini abbiamo avuto 100 morti, ma in altre parti d’Italia è stata un’autentica strage".

Nardi lancia l'appello, condiviso anche sul profilo facebook del Comune di Rimini: "Ci avere chiamato angeli ed eroi, ci avete applauditi e vi ringraziamo per esserci messi al vostro servizio senza risparmio. In Italia sono morti 150 medici e numerosissimi infermieri. Ma ora siamo siamo allo stremo e siamo noi a chiedervi aiuto. Vi preghiamo, restate ancora a casa. Non ascoltate certe posizioni che hanno un significato solo pubblicistico. Ci rendiamo conto che la gente vuole uscire, andare al mare e incontrarsi. Ma il mostro non è domato e se non lo temiamo sotto controllo sarebbe una strage".


 

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