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Sabato, 21 Maggio 2022
Animali

7 modi per educare il gatto a stare in casa

I gatti sono indipendenti ed educarli può sembrare difficile ma possibile con semplici trucchi

A differenza dei cani, i gatti sono animali più indipendenti e “freddi” ma chi li conosce sa che in realtà sono molto affettuosi, teneri e dolci. Sono animali molto sensibili e restituiscono sempre l’affetto che gli diamo. Educarli può aiutare a instaurare un buon rapporto con loro.

Consigli generali per addestrare il gatto

Iniziamo col dire che il segreto per addestrare un gatto, è rispettarlo! Non bisogna costringerli mai a obbedire se loro non vogliono. Inoltre è bene sapere che bastano tre minuti al giorno per addestrare un gatto e che i gatti a pelo corto imparano più velocemente di quelli a pelo lungo.?L’età giusta per iniziare ad addestrarli è dai quattro mesi in su. Prima è più difficile perché i micini si distraggono facilmente e non si concentrano. Occorre dire che il gatto si esibisce solo se ne ha voglia, pertanto per facilitare il suo addestramento bisogna essere realisti: non si può pretendere troppo. È importante educarlo quando ha fame altrimenti la ricompensa di cibo non sarà uno stimolo produttivo. Ricordarsi sempre che è il gatto a decidere quando smettere, quindi se è stanco o disinteressato è meglio smettere. Non dimenticatevi mai di accarezzarlo e coccolarlo. Ogni volta che obbedisce.

Cosa insegnare al gatto

Insegnare al gatto a sedersi

La prima cosa da insegnare al gatto è sedersi dopo che è venuto da noi in risposta al suo nome. Questo è il primo passo ad ogni successivo tentativo di addestramento.?Di solito un gatto affamato risponde a questo addestramento dopo una decina di tentativi e ogni volta che risponde positivamente bisogna concludere la sessione con un “Bravo!” e ricompensarlo con il cibo.?La sessione successiva si dovrà fare prima del pasto. Si deve posizionare il gatto a digiuno sul tavolo. Se si siede spontaneamente dargli un colpetto sul sedere, si alzerà di istinto. Per attirare la sua attenzione tenere un bocconcino a 3 cm dal suo naso, dire il suo nome e “seduto”. Quando si siede ripetere il suo nome e dirgli “Bravo, seduto!”, quindi premiarlo con il bocconcino. Con un po’ di esercizio alzare la mano al di sopra della testa del gatto diventerà il segnale per “seduto”.

Insegnare a non salire sui tavoli

Togliere il cibo a vista è una soluzione, ma se non fosse possibile un metodo per allontanare il gatto dal tavolo è spruzzare del succo di limone oppure del profumo alla menta: i gatti non amano questi odori, e quindi rimarrà lontano. In questo modo il gatto assocerà il tavolo all’odore sgradevole.

Insegnare al gatto a rispondere al suo nome

Educare il gatto a venire da noi a comando è importante, soprattutto per i gatti che vivono in semilibertà.?Quando il gatto è a digiuno bisogna tenere in mano uno dei suoi bocconcini preferiti e chiamarlo per nome.?Quando si avvicina bisogna fare un passo indietro e dire il suo nome e “Vieni!” e poi dargli il cibo.?Ripetere l’esercizio aumentando sempre più la distanza fino a che viene da noi da una stanza all’altra. Alla fine il premio in cibo si può eliminare e la parola “Vieni!” basterà per indurre il micio a correre.

Fargli smettere di mordere

Mentre gioca il gatto tira fuori spesso gli artigli o morde? Reagisci smettendo subito di giocare, poi cambia modo di giocare perché probabilmente il gatto giocando sia entrato in modalità “caccia”. Una buona idea è di farlo giocare con un giocatolo. 

Insegnare al gatto a non graffiare

Per il gatto è normale graffiare perché serve a marcare il territorio oltre che affilarsi le unghie, però gli si può insegnare a farlo solo verso oggetti predisposti che non siano i mobili o il divano di casa. Questo è possibile con l’uso del tiragraffi. I gatti amano le superfici verticali quindi si possono predisporre spazi verticali dedicati da graffiare.?Inizialmente mettere i tiragraffi in più spazi della casa e soprattutto accanto ai mobili che sembra prediligere.?Se all’inizio il gatto è riluttante, si consiglia di sfregare il tiragraffi con l’erba gatta o attaccargli uno dei suoi giochini preferiti. 

Metodi per non far graffiare i mobili al gatto

Se il gatto è riluttante al tiragraffi si possono usare dei deterrenti per impedire che continui a fare danni ai mobili.

  • Se si vogliono salvare le superfici dei mobili si può attaccare del nastro bioadesivo. I gatti non amano la sensazione dell’appiccicoso pertanto smetteranno di graffiare i mobili.
  • Utilizzare un allarme ad infrarossi portatile. Questo è un metodo che allontana i gatti perchè al passaggio emette un suono sgradevole.  
  • Un’altra alternativa può essere quella di coprire i mobili o il divano con della plastica irregolare così che il gatto faccia più fatica.
  • I gatti odiano l’odore del detergente biologico o alcol chirurgico, pulire la zona graffiata con questi prodotti li allontana.

Insegnargli a usare la lettiera 

Per insegnare al gatto a usare la lettiera è bene, innanzitutto, collocarla in un luogo tranquillo, senza troppi rumori intorno. Un consiglio è mettere subito dopo i pasti il gatto sulla lettiera. È utile farlo anche appena si è svegliato oppure che ha giocato, in questo modo si ricorderà che può fare i bisogni in ogni momento. Dopo che ha usato la lettiera, bisogna dargli una piccola ricompensa come uno snack o un biscotto, questo lo aiuterà a capire che sta facendo la cosa giusta.  

Portare il gatto al guinzaglio

Non solo i cani, ma anche i gatti possono essere portati a passeggio legati al guinzaglio. Questo addestramento potrebbe richiedere qualche settimana e molta pazienza. Insegnargli a stare al guinzaglio è un modo per portarlo fuori in sicurezza, soprattutto per i gatti che in genere stanno in casa o per i cuccioli per fargli conoscere l’ambiente e la strada di casa.?Per insegnare al nostro gatto a camminare al guinzaglio è, prima necessario, comprare una imbracatura e non un collare, perché molti gatti sono in grado di toglierselo.?A differenza dei cani, i gatti non camminano affiancati al padrone, ma se ben addestrati possono seguire la nostra guida.?L’imbracatura dev’essere morbida e leggera, che va legata non troppo stretta per non comprimere il torace del gatto.

Per abituarlo bisogna lasciargliela indosso per brevi periodi e poi per un paio di giorni così che si abitui, premiandolo sempre con lodi e cibo. Quando il gatto si è abituato all’imbracatura si può attaccare il guinzaglio permettendogli di trascinarlo in giro per un po’ di minuti ogni giorno, lodandolo se si comporta bene. Quando si è abituato si può prendere il guinzaglio e farsi condurre in giro per casa. Dopo un po’ di pratica in casa si può uscire. Sarà inizialmente il gatto a portarci in giro. I gatti hanno bisogno di fermarsi per osservare e annusare.?Spesso si bloccano in attesa di decidere quale direzione prendere.?


 

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