Anmic: "Andrea e Silvia non saranno lasciati soli. La vita indipendente è un diritto"

Denuncia pubblica sui media locali della famiglia santarcangiolese in grave difficoltà

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Il caso della famiglia santarcangiolese è la classica goccia che trabocca dal vaso. E' di questi giorni la denuncia pubblica sui media locali della famiglia santarcangiolese in grave difficoltà a causa, oltre che delle già infinite barriere fisiche, archittettoniche e mentali, dei ritardi e di inadempienze ed a volte anche insensibilità in materia di assistenza. Nel 2017 non è possibile che Andrea, disabile, e sua moglie Silvia costretta a non lavorare per assistere lui ed i suoi figli debbano mendicare quelli che sono i loro diritti peraltro recepiti da tutti i Governi su indicazione dell'ONU: una vita indipendente, autodeterminata che contempli di poter vivere dignitosamente al proprio domicilio grazie ad una rete di servizi utili alla loro piena inclusione nella società. Ma anche i Comuni devono fare la loro parte con gli strumenti che già hanno a loro disposizione con una attenzione particolare per le politiche abitative di famiglie dove sono presenti Disabili gravi o gravissimi: Occorre costruire senza barriere archittettoniche o eliminarle dove ci sono, occorre privilegiare nell'assegnazione pubblica queste famiglie ed occorre venire incontro a loro dal punto di vista economico se costrette a servirsi dell'offerta privata. Non è possibile che Andrea e Silvia debbano sostenere un affitto di mercato (700 euro mensili) potendo contare solo sulla pensione di invalidità. Già a fine 2016 sono state pubblicate, dal ministero del Lavoro, le linee guida per la presentazione di progetti di vita indipendente e inclusione nella società di persone con disabilità, da parte delle Regioni e l'istituzione delle relative risorse economiche. La Regione Emilia-Romagna al contrario di Regioni a noi vicine come la Toscana, non ha ancora istituito lo strumento del progetto di vita indipendente, e si avvale solo dell'assegno di cura senza una ripartizione equlibrata delle spese fra anziani e disabili, indirizzando le risorse a favore dei primi perchè più numerosi. La Regione Emilia-Romagna recepisca gli indirizzi operativi relativi ai progetti di vita indipendente autodeterminati, rivolti alle persone con disabilità grave o gravissima. Sappiamo che è stata proposta l'istituzione di uno specifico capitolo di spesa all'interno del fondo regionale per la non autosufficienza al fine di finanziare questo tipo di progetti. Nei prossimi giorni la ANMIC che per legge tutela e rappresenta le Persone con Disabilità, proporrà ai Consiglio Comunali dei Comuni della Provincia di Rimini un Ordine del Giorno che invita la Regione a dotarsi della normativa inerente la Vita Indipendente.

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