Fellini e l'ultimo viaggio compiuto 27 anni fa: la città lo ricorda e prolunga il calendario del centenario

Rimini guarda già al museo dedicato al Maestro e alla sua eredità poetica così come ai suoi riferimenti artistici e visivi dell’arte di ogni tempo

Sul set di Amarcord, da sinistra: Fellini, l'assistente alla regia Gérald Morin e l'attore Ciccio Ingrassia

Il 31 ottobre è una data che Rimini ha scolpita nel cuore. Il giorno della morte di Federico Fellini. Il Maestro del cinema più venerato al mondo è scomparso 27 anni fa, nell'autunno del 1993, lasciando un patrimonio artistico che non smette di fare sognare e di essere indagato, di suggerire, rivelare e mostrare il grande racconto della vita. Per lui fare cinema era un gioco, una festa, non aveva bisogno di modelli perché bastava a se stesso. Per citare l’amico Sergio Zavoli, scomparso nel 2020 e sepolto accanto a lui a Rimini, Fellini è stato capace di cogliere segni piccoli e grandi dell’esistenza per trasformarli non soltanto in immagini e in simboli, ma anche in idee, in ammonimenti e denunce; senza nulla di ideologico o che sfiori la pedagogia, ma indulgendo alla ragione, cioè al dubbio e alla fantasia, cioè al sogno.

Questo anniversario che si inserisce nelle celebrazioni del Centenario ma che inevitabilmente deve fare i conti con l’emergenza sanitaria in corso e con i nuovi provvedimenti governativi in materia di tutela della salute pubblica, che ha costretto a cancellare i tanti appuntamenti in calendario, a partire dallo spettacolo previsto per sabato al teatro Galli con un concerto dedicato alle melodie di Nino Rota e all'arte visionaria del regista. E ancora, la rassegna dedicata al rapporto tra Fellini e la psicanalisi, che era stata programmata dal 27 ottobre al 10 novembre; le presentazioni di libri, lo spettacolo “Giulietta” di Valter Malosti in scena al teatro Galli. Tanti appuntamenti che Rimini tenterà di recuperare quando il contesto lo permetterà, per un calendario di festeggiamenti per il Maestro destinato così a prolugarsi.

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I Festeggiamenti sono iniziati nel dicembre del 2019 con la grande Mostra “Fellini 100: genio immortale”, progettata da Studio Azzurro di Milano, e stata allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini. Nel corso del 2020 tanti eventi, in particolare attorno alla data del compleanno, il 20 gennaio, fra cui i concerti di Ezio Bosso e di Vince Tempera, due musicisti di primo piano a livello internazionale; una lettura teatrale, a firma di Daniel Pennac; una conversazione sul cinema di Fellini con i registi Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana insieme a Gianluca Farinelli della Cineteca di Bologna e moderato da Francesca Fabbri Fellini. Lo spettacolo del clown/funambolo Kai Leclerc insieme alla danzatrice aerea Elisa Barucchieri. Quinta d’eccezione di questi lunghi festeggiamenti, una intera città vestita a festa grazie alle luci che hanno omaggiato Fellini in forma di parole illuminate e immagini tratte dai suoi film. Frasi tratte dalle sceneggiature dei suoi film hanno accompagnato i visitatori in un cammino tra Piazza Cavour, Teatro Galli, Castel Sismondo, Corso d’Augusto, Cinema Fulgor: i vari luoghi che hanno ospitato il programma delle celebrazioni. Fulcro delle celebrazioni del Centenario Felliniano, che appunto proseguirà nei prossimi mesi, sarà l’inaugurazione del Museo.

Il progetto

Il Museo Fellini diventerà il più grande e innovativo museo al mondo dedicato al genio di Federico Fellini, e alla sua eredità poetica così come ai suoi riferimenti artistici e visivi dell’arte di ogni tempo. Un Museo che non intende interpretare il cinema di Fellini come opera conclusa da omaggiare ma come chiave del tutto si immagina, e che si propone di consolidare e potenziare il lavoro di divulgazione, ricerca e studio dell’opera di Fellini già avviato e positivamente svolto negli anni passati.

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Federico Fellini è una delle figure più importanti del cinema italiano e internazionale: nella sua opera è riuscito a portare, con grande intensità, i suoi ricordi autobiografici, trasformandoli in arte surreale, poetica e visionaria. Il suo stile, satirico, malinconico, grottesco e onirico, si esprime oggi con una sola parola: ‘felliniano’. Fellini non è stato soltanto un grande regista, che ha saputo convogliare nella sua opera multiforme i vari e diversi elementi della cultura popolare e di massa, dal fumetto al circo equestre, dalla caricatura alla vignetta umoristica, dal romanzo d'appendice al teatro di varietà, ma è riuscito a trasformare questa materia, in uno stile cinematografico inimitabile, in una serie di film che hanno ottenuto un successo di critica e di pubblico internazionale. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant’anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. 

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