Dal lager libico alla nuova vita in Valmarecchia: il racconto di un rifugiato

L'incontro con il rifugiato, la scrittrice Sarita Fratini e l'Anpi di Secchiano

Alcuni sopravvissuti al bomabrdamento

"Tutto è iniziato con un ragazzo arrivato mesi fa a Secchiano. E' uno dei pochissimi rifugiati usciti dall’inferno libico con corridoi umanitari e la sua storia va raccontata". Con queste parole la scrittrice Sarita Fratini punta l'attenzione su una grave tragedia che affronta venerdì, alle 18,30, in un incontro in programma a Novafeltria, nella chiesa parrochiale di Santa Maria Assunta a Secchiano

Sarita Fratini, scrittrice attivista è quotidianamente in contatto con i rifugiati “riportati” in Libia dalle motovedette italiane regalate ai libici e il ragazzo che ha trovato una nuova vita in Valmarecchia era uno di loro. "E' uno dei pochissimi usciti dall'inferno del campo libico di Tajoura. A chi si chiede dove finiscono queste persone lo racconteremo".
Durante l'incontro si parlerà anche di accoglienza, di attivismo e di un romanzo, "Solidarancia" (People, 2019), di Sarita Fratini, una storia ironica e quasi picaresca che è però riuscita a provocare nella realtà un moto di resistenza popolare contro gli accordi con la Libia.
L’evento, organizzato dall’ANPI Valmarecchia, servirà anche ad aiutare il centro di accoglienza di Secchiano grazie a una cena di beneficenza nella Pieve con inizio alle 20.

 

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