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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Lotta alla plastica, a Rimini le barriere contro l'inquinamento che arriva dai fiumi

Inaugura il il progetto pilota di Petroltecnica al deviatore del Marecchia

Combattere la plastica e i rifiuti in mare partendo dai fiumi. Verrà inaugurato giovedì il progetto pilota di Petroltecnica al deviatore del Marecchia di Rimini per l'intercettazione e cattura di plastiche, rifiuti galleggianti, detersivi ed idrocarburi a tutela dell'area fluviale e protetta del deviatore e dell'Invaso del Ponte di Tiberio attraverso barriere galleggianti. Saranno presenti l'assessore regionale all'Ambiente Irene Priolo, Cristina Govoni della Regione, l'assessore all'Ambiente del Comune di Rimini, Anna Montini e dello staff del Pronto intervento ambientale di Petroltecnica Si tratta, spiega l'amministrazione comunale, di un progetto, "molto importante, una sorta di chiusura del cerchio che mette insieme" tutti i progetti portati avanti in questi ultimi anni con la marineria e con le attività economiche in spiaggia sia per ridurre la presenza di rifiuti in mare, soprattutto di plastica, sia per favorire il riporto a terra dei rifiuti da parte dei pescatori. Agire sui fiumi rappresenta infatti "l'elemento di congiunzione che fa parte di una complessiva strategia di riduzione dell'uso della plastica, finalizzata al contrasto dei rifiuti in mare che sensibilizza anche chi vive nell'entroterra o non frequenta le spiagge". Lotta in particolare contro l'uso degli oggetti di plastica, soprattutto monouso, e per il corretto conferimento di questi quando diventano rifiuto.

Petroltecnica, è un'azienda della provincia di Rimini, che opera a livello nazionale da 50 anni al servizio dell'ambiente. Barriere "acchiappaplastica" sono state già installate con successo, su incarico della Regione Lazio, sui fiumi Tevere ed Aniene ed inaugurate a giugno del 2020 a Roma. Si tratta di un sistema di raccolta che sfrutta il moto della corrente per convogliare mediante gli elementi "barriera", segregare e stivare all'interno di una sezione chiusa, "trappola", i materiali plastici galleggianti dispersi. Il recupero delle plastiche viene effettuato manualmente in sicurezza dalla sponda del fiume, ed i rifiuti, confezionati in contenitori idonei ed etichettati, vengono conferiti negli impianti preposti. Il progetto fa parte delle azioni previste dalla Regione nell'ambito della strategia per la riduzione dell'incidenza delle plastiche sull'ambiente "#Plastic-freer". Il progetto delle barriere si affianca a un secondo progetto, il sistema "I catsorb, io catturo ed assorbo", che lo integra a formare una sorta di progetto integrato salvaacque nel territorio riminese e che è costituito da una seconda tipologia di piccole barriere galleggianti che catturano rifiuti galleggianti di piccole dimensioni e idrocarburi. Viene installato per la prima volta in Italia e nel mondo nell'invaso del Ponte di Tiberio, adiacente alla passerella pedonale galleggiante, con il fine di tutelare l'area. (fonte Dire)

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