Coronavirus: come avere (scontate) le mascherine lavabili

Quali mascherine utilizzare? Ecco tutte le tipologie e gli sconti speciali per i lettori di RiminiToday

L’emergenza sanitaria nazionale dovuta al Coronavirus richiede l’uso di mascherine da parte di tutti i cittadini per la propria sicurezza e quella degli altri. Sul mercato esistono diverse tipologie di mascherine per questo motivo saper scegliere quella giusta per noi  può essere complesso. Ogni dispositivo, infatti, è adatto a contesti specifici, dall'ambiente sanitario a quello aziendale o industriale.

Come avere mascherine riutilizzabili lavabili scontate del 15%

Quando usare la mascherina

La prima cosa da capire è sapere quando è utile utilizzare le mascherine, ossia in quali contesti vi è un’elevata circolazione del virus e/o dove non si possono mantenere le distanze necessarie tra chi è infetto e chi non lo è. In tutte queste situazioni il dispositivo è quindi una barriera fisica necessaria tra la persona contagiata, spesso asintomatica, e gli altri.

Le mascherine sono fondamentali per gli operatori sanitari e di assistenza sociale, oltre che per tutti i cittadini che si muovono e lavorano durante questa pandemia da Covid-19: se infatti il virus, stando alle ultime ricerche scientifiche, non resterebbe “sospeso” nell’aria, una protezione in più riduce al minimo la possibilità di contagio.

I diversi tipi di mascherine

Un altro punto importante da prendere in considerazione è l’efficacia delle diverse mascherine. Non tutte, infatti, proteggono allo stesso modo, ma esistono diversi tipi di dispositivi che garantiscono vari gradi di protezione. In particolare:

  • Mascherine semplici a uso igienico: questo dispositivo viene utilizzato in alcuni contesti aziendali o industriali. È un prodotto generico, non previsto per l’utilizzo sanitario e che quindi non deve rispettare le norme disposte per le altre tipologie (le mascherine chirurgiche e i filtranti facciali).
  •  Mascherine chirurgiche per uso medico: sono composte da tre strati di tessuto-non-tessuto plissettato che si indossano sul volto grazie a elastici o lacci. Questo tipo di dispositivo deve rispettare determinati requisiti tecnici e passare alcuni test specifici per verificare se la mascherina blocca le goccioline contaminate da batteri.
  • Maschere filtranti, dette anche filtranti facciali per la protezione individuale (da cui FFP). Sono mascherine in grado di bloccare il passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole, evitando totalmente eventuali aerosol infetti da virus, ma anche fumi pericolosi. Queste FFP sono i veri e propri dispositivi di protezione individuale e infatti devono rispettare una normativa rigorosa. La loro efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3 a seconda della capacità crescente di protezione. In ambito sanitario vengono usate le FFP2 e 3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 94% e del 99% e sono le più indicate per bloccare i virus. Se sono monouso, queste maschere vanno gettate dopo un turno di utilizzo o dopo un determinato numero di ore.

È bene ricordare che l'uso della mascherina non deve far abbassare il livello di guardia sul rispetto di tutte le norme igieniche previste per prevenire la diffusione del coronavirus, come lavarsi spesso le mani, tossire e starnutire nell'incavo del gomito, soffiarsi il naso usando fazzoletti monouso.

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Come toglierle

Ultimo, ma non meno importante è capire come toglierle e riporle. Innanzitutto è fondamentale maneggiarle solo dagli elastici e mai dalla parte anteriore, sul cui filtro potrebbe essere presente il virus. Bisogna poi pensare che quando vengono tolte in casa, possono essere contaminate. È quindi assolutamente sconsigliabile lasciarle sul tavolo della cucina o su un mobile, mentre è meglio scegliere una "zona filtro" all'ingresso della casa o, se vi è la possibilità, una parte all'esterno e lasciare il dispositivo almeno 24 ore.
 

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