Memoria e Storia del Novecento, dalla Regione 427mila euro per sostenere le iniziative

Nel Riminese finanziati quattro progetti, presentati sia da privati che da enti pubblici

Più innovazione e creatività, spazio ai giovani, con più progetti in rete per soddisfare anche le misure di distanziamento dovute al Covid-19. Ma anche attività tradizionali come seminari, documentari, racconti e ricerche sui protagonisti del ‘900. La Giunta regionale ha approvato un provvedimento che assegna 427.500 euro, per il 2020, a sostegno di 58  progetti e iniziative sulla Memoria e la storia del Novecento presentati da soggetti pubblici e privati del territorio regionale. Nel Riminese sono stati assegnati contributi per 13mila a due progetti privati e 15 mila euro a due progetti pubblici per un totale di 24imla euro

Tra gli obiettivi prioritari del bando c’erano il sostegno a studio, ricerca e raccolta di testimonianze, la promozione di iniziative culturali, didattiche e formative e la valorizzazione dei luoghi della Memoria e dei percorsi regionali ad essi collegati, anche ai fini della promozione del patrimonio culturale del territorio regionale.

I progetti presentati sono stati valutati in merito alla coerenza con gli obiettivi del programma triennale regionale e del bando, e soprattutto al grado di innovazione delle proposte e al coinvolgimento delle giovani generazioni e dei nuovi cittadini, oltre che alla dimensione dei territori e dei soggetti coinvolti nelle iniziative. Complessivamente sono pervenute 73 domande: 53 presentate da Istituzioni, Fondazioni e Associazioni senza fine di lucro e 20 da Comuni e Unioni di Comuni. Di queste, sono state ammesse a contributo 58 iniziative: 44 per la parte privata (a cui sono stati assegnati complessivamente 310mila euro e 14 di soggetti pubblici per un importo di  117.500 euro. Tutte le province sono rappresentate, da segnalare in particolare i 20 progetti tra pubblici e privati finanziati nel territorio della Città Metropolitana di Bologna seguita dalle province di Ferrara e Modena con 8 progetti ciascuna.

Le attività proposte

Mai come quest’anno, in ragione delle vicende sanitarie determinate dalla pandemia da Covid-19 e al conseguente distanziamento sociale, le attività proposte rispondono, con uno sforzo generalizzato, a uno dei criteri di valutazione previsti: l’innovazione; accanto alle tradizionali attività di seminari, laboratori, mostre e rappresentazioni teatrali. Si contano ben 22 progetti che utilizzano la rete come mezzo privilegiato con, tra questi, la creazione o implementazione di 3 piattaforme dedicate. Elevato anche l’uso del mezzo video per la realizzazione o diffusione prevalentemente di documentari che ben si prestano a una circolazione e fruizione a distanza e personalizzata. La realizzazione e l’implementazione di archivi, attività prevista da ben 25 progetti, è in molti casi orientata ad una consultazione in rete attraverso la loro digitalizzazione. Rimane imprescindibile, e come potrebbe essere diversamente trattandosi di memoria, il fattore umano che attraverso le interviste realizzate in ben 10 progetti consentirà la trasmissione non solo delle informazioni ma anche delle emozioni di chi, in prima persona, ha vissuto eventi eccezionali del ‘900.

Per maggiori informazioniè disponibile la sezione Memoria del portale Emiliaromagnacreativa al link: https://memorianovecento.emiliaromagnacreativa.it/

L'intervento di Nadia Rossi

“Come per l’anno passato, sono quattro i progetti finanziati e premiati dalla graduatoria nella provincia di Rimini. – riporta la consigliera regionale Pd Nadia Rossi – Ai primi due, presentati dalla Fondazione Valmarecchia e dell’Associazione le Città visibili, vanno 13 mila euro di contributo. Gli altri, messi a punto dai Comuni di Montescudo-Montecolombo e di Verucchio, ottengono una quota di 15 mila euro”.

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“Finanziamenti di questo tipo sono veri e propri investimenti per sostenere una rete di cultura diffusa sul territorio regionale. Si mettono in luce storie ed eventi che compongono il grande mosaico che è la storia del Novecento. Un secolo che è stato certamente segnato dalle guerre e dalle contrapposizioni, ma che è anche quello più fertile per la ricerca e la divulgazione. Bene quindi l’impegno della Regione, nonostante il 2020 sia un anno così difficile per mettere a punto progetti nel settore culturale. Molte iniziative in graduatoria coinvolgono anche le piattaforme digitali e il web, una significativa innovazione che apre a nuove possibilità di sviluppo nel campo della divulgazione storica e culturale” commenta Nadia Rossi.

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