Santarcangelo festival lavora sulla 50esima edizione e lancia il gruppo facebook "Dream Suq"

COn ogni probabilità cambieranno tempi e modalità della kermesse, ma la situazione sarà più chiara dopo Pasqua

"Stiamo lavorando per immaginare cosa e come sarà Santarcangelo Festival 2020 e ne daremo notizia entro la fine di aprile. Intanto abbiamo disegnato un progetto per questo tempo sospeso e difficile per restare uniti nella distanza", con queste parole i direttori artistici Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, fondatori dei Motus, e il team del festival. La 50esima edizione doveva essere speciale, ma il fesival dovrà ripensare alle modalità dell'organizzazione e probabilmente a un altro periodo. Difficile si possa fare a luglio, come suppone il direttore generale Roberto Naccari. Tutto è cambiato con l'epidemia e la kermesse potrebbe slittare tra agosto e settembre, ma la situazione sarà più chiara dopo Pasqua.

"Avevamo deciso da tempo che Futuro Fantastico (il titolo di un breve racconto che Isaac Asimov scrisse nel 1990 prefigurando – ottimisticamente – i giorni nostri) sarebbe stato il claim di questa “far-out” edizione, che guarda ai cinquant’anni trascorsi per immaginare il 2050 - continuano i Motus - Poi è arrivata la pandemia a rendere ancora più infetti i pallidi tentativi di prefigurare futuri migliori. Dopo il debito smarrimento e infiniti ripensamenti sui colori, le striature, le derive semantiche in cui immergere questa fatidica edizione 2020 – che inevitabilmente, date le incertezze attuali, avrà una nuova veste d’emergenza – abbiamo deciso che sì, avremmo continuato a usare Futuro Fantastico per nominarla.

Avevamo immaginato questa invasion della piazza santarcangiolese, ricorrendo alla mano di un noto e brillante illustratore che ora ha sostituito il mitico Karel Thole nel disegno delle copertine della serie “Urania”: Franco Brambilla; a lui avevamo affidato questa illustrazione retro-futuristica. Ed è molto leggibile: un intervento su una cartolina vintage di Santarcangelo, con l’arrivo di alieni “amichevoli” e di una piovra gigante mono-oculare non così terrorizzante, ma anzi dolcemente adagiata sul lastricato della piazza con i tentacoli a esplorare il vicinato… questa era l’immagine. Questa è l’immagine oggi. La lettura si rifrange inevitabilmente sui fatti del momento e forse ora potremmo intenderla come un invito, netto, ad imparare a convivere con il mostro che è entrato nelle nostre vite, e che non se ne andrà più. Non possiamo sapere come usciremo dalla pandemia le cui condizioni sono state create dal neoliberismo, dai tagli alla sanità pubblica, dall’ipersfruttamento nervoso. Potremo uscirne definitivamente soli, aggressivi, competitivi. Ma potremmo uscirne invece con una gran voglia di abbracciare: socialità solidale, contatto, eguaglianza".

Continuano i direttori artistici: "Iniziamo a immaginare, intanto virtualmente, quello che in luglio volevamo realizzare al Festival proprio in questo ipotetico/utopico orizzonte egualitario, ovvero ripensare e ridisegnare la piazza facendo diramare da essa le forze propulsive dell’edizione tutta, facendole straripare come una marea di piccoli e grandi eventi partecipativi e gratuiti. Questo era il sogno/disegno, chissà se quest’anno lo realizzeremo? Ora la piazza è deserta, come non mai… non c’è nemmeno più il suo storico mercato, come in tutte le piazze d’Italia e lentamente del mondo intero. Questa rimozione dell’atto sociale dello stare fuori nello spazio pubblico e a-direzionato è un fatto epocale.

In questo “ramadan spazio-temporale” Santarcangelo rilancia offrendo uno spazio comune temporaneo dove lo scambio merci diventa scambio di sogni (trascritti, dipinti, realizzati in solitudine o attivati in rete). Cosa si sogna in tempo di pandemia, cosa si desidera? Mettiamoli in piazza, raccontiamoli, scambiamoli, facciamoli diventare collante e carburante per ripartire. E nasce così il Dream Suq. Il suq è il luogo deputato allo scambio delle merci. Si sviluppa all’interno di piazze con andamento a cerchi concentrici. Assumiamo la connotazione a spirale che hanno questi caotici e colorati mercati del mondo arabo per costruire una piattaforma aperta e plurigestita che accolga voci e proposte “da mettere in piazza” ora che non si può. È un gruppo Facebook, collettore aperto di proposte-sogni-visioni culturali/artigianali, locali e internazionali. Un labirinto informale in cui condividere, scambiare, suggerire, mettere in campo saperi e pratiche: un mercato senza moneta, o meglio la cui unica moneta è la solidarietà nella solitarietà di questo momento".

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