Sei cuochi creano il menù ideale di Santarcangelo per cinque serate tra arte, poesia, musica e solidarietà

Riflettori puntati sul progetto "Qui Santarcangelo": il ricavato degli eventi sarà devoluto all'ospedale Franchini

Una tagliatella che la matita di Leonardo Blanco fa uscire da un piatto per andare a srotolarsi come una bobina cinematografica fino a comporre in un ideale fil rouge le parole Qui e Santarcangelo. Un fil rouge che annoda in un suggestivo e originale percorso itinerante in cinque tappe cucina, arte, poesia, musica e storia con l’obiettivo di raccontare la Santarcangelo di ieri e di oggi e lasciare in eredità il menu identitario della città. La sorta di carta d’identità dell’enogastronomia e della tradizione clementina ideata a mo’ di copione da Fausto Fratti.

Sua la paternità di Qui Santarcangelo, progetto subito sposato con entusiasmo da un “super cast” di sei cuochi, cinque titolari di quattro ristoranti e uno storico bar, cinque personaggi, quattro musicisti, una poetessa e una cantante e che in un “menu” pensato per valorizzare cinque prodotti che la tradizione vuole siano figli del Campanone avrà per cornice le opere di otto pittori e le immagini in bianco e nero e a colori dei cambiamenti architettonici e sociali che hanno segnato il
territorio.
Piada, Sangiovese, pollo, cipolla e bigné di Renato: eccoli gli attori protagonisti dei cinque lunedì che si snoderanno fra il 4 novembre e il 9 dicembre, con una pausa l’11 novembre in omaggio alla Fiera di San Martino. In ognuno dei locali coinvolti un cuoco presenterà un menu con uno di loro, un personaggio (attore) vi si immedesimerà per raccontarne storia e caratteristiche e la serata sarà accompagnata da musica di sottofondo, dalle opere di due artisti e dai versi di Annalisa Teodorani.

Il primo appuntamento è in calendario lunedì 4 novembre al Ristorante L’Arcangelo e si partirà con la piada. A rappresentarla sarà Mario Turci, a plasmarla e modellarla in quattro piatti Claudio Di Bernardo del Grand Hotel di Rimini, ad accompagnare la cena la fisarmonica di Tiziano Paganelli e appunto la poesia di Annalisa Teodorani e sulle pareti si potranno ammirare le opere di Quinto Bonfé e Giuseppe Boschetti. Lunedì 18 all’Enoteca L’Ottavino sarà ovviamente la serata del vino. Di quel Sangiovese che la leggenda vuole sia nato proprio sul Monte Giove e che sarà raccontato da Massimo Bottini, “cucinato” da Omar Casali del Maré di Cesenatico e “musicato” da Fabrizio Flisi al pianoforte. Nel locale campeggeranno le tele di Lucio Bernardi e Giulio Turci e non mancherà ovviamente Annalisa Teodorani, come detto presenza fissa in cartellone. Si proseguirà quindi lunedì 25 al Ristorante Zaghini, celebre per il pollo allo spiedo che sarà portato in scena da Marco Giorgi ed elaborato da Silver Succi del QuartoPiano di Rimini: Gioele Sindona con il suo violino e le creazioni di Renzo Vespignani e Leonardo Blanco nutriranno invece gli altri sensi. Ultima tappa “individuale”, lunedì 2 dicembre, al Caffè Commercio, la patria del mitico Bigné di Renato che sarà narrato da Stefano Stargiotti mentre Remo Vigorelli favoleggerà la cipolla dell’acqua, Mariano Guardianelli di Abocar Due Cucine di Rimini vi costruirà un menu, Stefano Bertozzi vi suonerà il clarinetto e le opere di Federico Moroni e Lazzaro Lombardini faranno bella mostra di loro.

L’ultima serata, quella dei titoli di coda davvero da film, vedrà poi personaggi riunirsi in un cast, i musicisti in una band, i quadri diventare una collettiva e i cuochi farsi brigata. A differenza delle precedenti, che inizieranno tutte alle 20, l’appuntamento sarà alle 19.30 di lunedì 9 dicembre nella suggestiva cornice di Porta Cervese all’interno del Convento della SS Caterina e Barbara, che per un’oretta o poco più si farà teatro di un “menu d’arte”: la cantante Liana Mussoni si esibirà insieme al gruppo di musicisti, la storica dell’arte Franca Fabbri presenterà le opere in mostra degli otto pittori che hanno accompagnato le prime quattro serate, gli attori ripercorreranno le peculiarità dei cinque prodotti e Massimo Bottini disegnerà uno spaccato dell’evoluzione di Santarcangelo dal Dopoguerra ai giorni nostri attraverso una serie di fotografie selezionate insieme all’ex direttore del Met Mario Turci. Quindi alle 21 ci si trasferirà nel piano nobile dell’Osteria La Sangiovesa per una cena ideata da sei cuochi – ai quattro precedenti si uniranno quello di casa Massimiliano Mussoni e Paolo Bissaro de La Canonica di Casteldimezzo – che firmeranno il menu identitario di Qui Santarcangelo e che sarà seguita da un fine pasto all’insegna del tuffo al cuore.

Il costo di ogni serata – a posti limitati e su prenotazione ai numeri 0541-624270 o 339-5605601 – è di 40 euro, ma è possibile sottoscrivere un abbonamento di 150 per partecipare a tutte cinque ed essere parte di un cartellone che farà del commensale una sorta di appassionato teatrale. Farà cioè vivere un’esperienza che va al di là della semplice cena, ma si colora di simboli, pensieri, ricordi, passioni e beneficenza. Il ricavato di un’iniziativa cui gran parte dei protagonisti ha aderito per puro spirito solidale sarà infatti interamente devoluto all’Associazione Paolo Onofri che sostiene il locale Ospedale Franchini.

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