Il pane fa ingrassare? Cosa dice la scienza

Ami mangiare il pane in ogni sua forma? È proprio vero che fa ingrassare? Scopriamolo

Il pane non manca mai sulle tavole italiane, bianco, di segale, integrale, ai cereali e tra gli alimenti più amati e temuti della dieta mediterranea.

In molti, infatti, criticano questo alimento e lo demonizzano perché ritenuto troppo calorico o dannoso per la salute perché è in stretta relazione con l'obesità, ma cosa dice la scienza? Il pane fa bene o fa male? 

Il pane rientra tra gli alimenti della dieta Mediterranea, riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, questa dieta apporta numerosi benefici ci aiuta a mantenerci in forma e a rimanere in salute perché previene l’Alzheimer, combatte i problemi dei reni, rafforza cuore e arterie e allontana il rischio di depressione incidendo positivamente sul nostro umore.

Tra gli alimenti consigliati della dieta troviamo l'olio d'oliva, i cereali, frutta e verdura, pesce e tanto altro ancora. All’interno del gruppo di cereali, troviamo il pane, un alimento antico, culturalmente e tradizionalmente amato dagli italiani. Tuttavia, una vecchia e consolidata credenza ci porta a pensare che il pane fa ingrassare. Questo incoraggia molte persone a limitarne il consumo o addirittura eliminarlo dalla loro dieta. Pertanto, il consumo di pane, che è stato parte della tradizionale dieta Mediterranea, è drasticamente diminuito negli ultimi decenni. Ma quali effetti ha il suo consumo sul nostro corpo e soprattutto sulla nostra salute?

Pane e obesità

Come leggiamo su un articolo di medicomunicare.it a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica, diversi studi hanno analizzato in modo specifico le associazioni tra consumo di cereali e indice di massa corporea, "mostrando associazioni inverse con variabili antropometriche per il consumo di cereali integrali e dando risultati contrastanti per il consumo di cereali raffinati. Fattori come le risposte insuliniche postprandiali, lo svuotamento gastrico dopo aver consumato un pasto ad alto indice glicemico e così via, potrebbero essere implicati in un potenziale effetto differenziale dei cereali raffinati rispetto ai cereali integrali sull’adiposità. Invero, dalle ultime recensioni scientifiche gli studiosi sono concordi nell’affermare che un consumo costante di pane di frumento integrale o di altri cereali integrali non è associato alla comparsa di obesità generale o addominale; cosa che, invece, sembra associarsi al consumo di pane bianco o raffinato. Gli scienziati sono concordi nell’affermare che ci sono almeno quattro fattori che potrebbero agire nel determinare il potere “obesogeno” del pane:

  • le quantità;
  • il contenuto di fibre;
  • l’indice glicemico;
  • l’intervento del microbiota intestinale".

Se è vero che il pane fa potenzialmente ingrassare è anche vero che questo dipende innanzitutto dal tipo di pane che consumiamo e dalle quantità giornaliere. Fondamentale è poi l'introito di fibre vegetali. "Che siano da pane integrale, da verdure, frutta o quant’altro non importa. La scienza ha ormai provato che il microbiota intestinale risente fortemente della presenza di fibre. Esse rappresentano un nutrimento batterico di prima linea, dalla cui trasformazione derivano molte sostanze che hanno azione positiva sulla salute delle mucose intestinali, che sul suo sistema immunitario locale e sulla componente ormonale. Dal riflesso del buon funzionamento di questo complesso, pancreas e fegato (che gestiscono i carboidrati e i grassi) mantengono una buona gestione del peso corporeo".

L'insulino-resistenza

Infine, particolarmente importante è la relazione tra introito di pane e comparsa di obesità: l’insulino-resistenza. "Questo stato para-metabolico impedisce all’insulina di funzionare correttamente e di gestire il metabolismo di carboidrati, grassi ed anche proteine. Sono stati invocati diversi meccanismi che determinerebbero la comparsa di insulino-resistenza. Fra questi una tossicità cellulare provocata dall’eccesso di trigliceridi, l’intervento dello stress ossidativo (radicali liberi), la cattiva coordinazione fra insulina e ormoni antagonisti (es. glucagone). Ci sono prove, tuttavia, che frammenti proteici di glutine possono risultare direttamente tossici per le cellule beta del pancreas (quelle che producono insulina). Il glutine è il principale complesso proteico del pane, che però non va incontro a digestione intestinale totale, è stato dimostrato che una quantità molto piccola ma significativa di proteine del pane non subisce attacco enzimatico digestivo".

Infine, come suggerisce l'esperto, "esistono diverse pubblicazioni scientifiche che dimostrano come una forte riduzione dell’introito di pane raffinato possa migliorare la funzionalità pancreatica in soggetti sia sani che diabetici".

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