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Giovedì, 19 Maggio 2022
Alimentazione

Food trend 2022, proteine veg, asporto sostenibile e digiuno intermittente

Su twitter si parla di cibo e si definiscono gli alimenti più trend del 2022

Proteine vegetali al posto della carne, infusi ed erbe orientali, spezie, bevande senza alcol, dark kitchen e allevamenti etici. Questi sono solo alcuni dei food trend mondiali previsti per il 2022 secondo le conversazioni su Twitter. Si mangerà, quindi, meno carne, si berranno cocktail privi di alcol e infusi dalle note aromatiche ed energizzanti. In poche parole si punterà su regimi alimenti più sani e ci si concentrerà su un consumo alimentare più consapevole e sostenibile.

A confermarlo il report Birdseye, realizzato da Twitter e Talkwalker, multinazionale di Consumer Intelligence numero uno al mondo che assiste con tecnologia proprietaria di listening basata sull’IA (intelligenza artificiale) oltre 2.500 brand, tra cui quelli del settore alimentare, sul tema della Customer, Social e Market Intelligence.

Il successo delle proteine vegetali

Le proteine vegetali sono uno dei trend principali del 2022. Secondo il report l’87,8% delle conversazioni sull’alimentazioni l'aumento dell’interesse dei consumatori nei confronti delle proteine a base vegetale come sostituto della carne. “Con il veganismo che è una delle diete più popolari oggi, quelle vegetali sono diventate il tipo di proteina più discusso su Twitter – commenta Francesco Turco, Marketing Executive di Talkwalker – rispetto a quelle derivate dagli insetti o di origine animale. Nel complesso, possiamo dire dall’analisi dei tweet che abbiamo effettuato che le alternative alla carne sono percepite come più sane dagli utenti di Twitter.”

Packaging si, ma solo sostenibili

Un altro tema che tiene banco nelle conversazioni è il packaging sostenibile degli alimenti, in particolar modo quelli destinati all’asporto o alla consegna a domicilio. I consumatori, infatti, pretendono sempre più soluzioni che rispettino l’ambiente, con imballaggi biodegradabili e sostenibili, cannucce compostabili o commestibili, borse e contenitori riutilizzabili, e pellicole alimentari derivate dalla farina e dall'amido di konjac. “L’importanza di utilizzare contenitori eco-sostenibili è diventato argomento ancora più sentito sui social con l’incremento delle richieste d’asporto e consegne a domicilio dovuti ai lockdown e alle quarantene di questi ultimi due anni – commenta Francesco Turco di Talkwalker – Non è un caso infatti che ci sia stata una crescita del 34% del volume totale delle conversazioni su Twitter con la parola chiave ‘consegna’”.

Digiuno intermittente e abitudini alimentari

Attenzione alle abitudini alimentari sane è il terzo trend evidenziato dal Twitter Birdeye Report. L’analisi dei tweet ha segnalato come ci sia stato un aumento costante nell’ultimo anno di conversazioni sul mangiare sano, cresciute del 17%. I driver delle conversazioni hanno perlopiù riguardato diverse tipologie di diete, dalla chetogenica, alla dieta mediterranea, la paleolitica, il veganismo e il digiuno intermittente.

Quest’ultimo è stato proprio il regime alimentare più citato, presente nel 13,9% delle conversazioni che riguardavano il tema della sana alimentazione. “Ma non solo – aggiunge Francesco Turco di Talkwalker – ben il 19,6% delle conversazioni relative a una dieta sono state utilizzate per condividere immagini dei piatti preparati dagli utenti stessi seguendo i diversi regimi alimentari. Questo evidenzia come le persone utilizzino le conversazioni relative al cibo, che hanno luogo sui social, come opportunità per entrare a far parte di una community, promuovendo al tempo stesso abitudini alimentari più sane.”

Dal report, inoltre, si evince come su base mondiale in generale le conversazioni riguardanti la sostenibilità alimentare siano cresciute del 13% nell’ultimo anno, guidate con il 46,5% dai tweet della Gen Z, i cosiddetti nativi digitali a dimostrazione del crescente interesse delle nuove generazioni per i temi ambientali. Grande attenzione delle community su Twitter viene posta anche agli sprechi alimentari, dall’analisi del sentiment, ovvero il tenore dei vari commenti monitorati, emerge come il 75,3% delle opinioni negative siano in particolar modo dovute alle difficoltà riscontrate da brand e consumatori nel trovare sistemi efficaci anti-spreco.

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