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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Fitness

Ashtanga Yoga: origini, caratteristiche e benefici

Lo yoga è una filosofia di vita. Praticato in tutto il mondo lo yoga ha diversi benefici per il corpo e la mente

Benessere mentale, fisico e spirituale. Sono solo alcuni benefici dello yoga, una disciplina sempre più praticata da persone che desiderano allontanarsi dallo stress, rallentare e calmare la mente. 

Esistono diversi stili di yoga, tra questi ritroviamo l’ashtanga yoga, disciplina tradizionale del sud dell'India, che richiede una fluidità di movimenti basati sugli asana e sempre coordinati al ritmo della respirazione. È una pratica molto performante, tutt'altro che statica, parte dal lavoro sul corpo per arrivare a controllare il respiro e a domare la mente

Il secondo sutra degli Yoga Sutra di Patanjali, uno dei più importanti documenti indiani sullo yoga, dice proprio: “lo yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente”.

Che cos’è l’Ashtanga Yoga

Definita come “meditazione in movimento”, l’Ashtanga è una forma di Yoga dinamico: le posizioni fisse tipiche dell’Hatha, dette asana, si susseguono in un flusso ordinato e continuo, con una grande attenzione alla coordinazione tra respirazione (Ujjay pranayama), sguardo (Drishti) e movimento (Asana, appunto). In questo modo il corpo, attraverso il movimento coordinato e controllato, si purifica, espelle tossine (fisiche, emotive, mentali), sviluppando uno stato di salute che coincide con un maggiore equilibrio e funzionalità del nostro sistema nervoso. 

La pratica e le lezioni

Secondo la scuola di Sri K. Pattabhi Jois, che a metà del secolo scorso fondò in India a Mysore un istituto di ricerca sull’Ashtanga, basandosi sugli insegnamenti del suo maestro T. Krishnamacharya, organizzò le sequenze delle asane divise per sei serie, A partire dagli anni ’60, un numero crescente di europei e americani iniziò a recarsi periodicamente a Mysore per imparare la pratica dell'Ashtanga Yoga. Nasceva così la prima generazione di insegnanti occidentali, destinati a diffondere il metodo a migliaia di studenti sparsi per tutto il mondo.

Nelle classi di ashtanga la pratica e l’insegnamento sono legati a due tipologie di lezione:

  • il “Mysore style”: lo studente acquisisce progressivamente autonomia nella gestione della propria pratica attraverso il sostegno individuale dell’insegnante. La pratica viene adattata tenendo in considerazione le caratteristiche dello studente, ad esempio modificando alcune posture in base alle competenze motorie raggiunte sino a quel momento, in modo da promuovere uno sviluppo graduale, sensato e sostenibile.
  • lezione guidata: gli studenti praticano in gruppo, tutti al ritmo impartito dalla voce dall’insegnante che nomina le posizioni e conta sia la durata dello stato di postura, sia i movimenti di entrata e di uscita, avendo cura che questo ritmo sia sostenibile dai praticanti.

I benefici

“L'Ashtanga Yoga lavora sul respiro e sul corpo - commenta Giuseppe Panarello, uno dei più conosciuti e riconosciuti maestri di Ashtanga Yoga in Italia, che si reca regolarmente a Mysore per affinare la pratica - e questa connessione tra respiro e movimento porta grandi benefici sul sistema nervoso centrale e periferico”.

La prima serie, su cui tendenzialmente ci si concentra nelle scuole occidentali, è molto terapeutica, poiché il grande lavoro di piegamenti in avanti e il lavoro sulle anche sviluppa una mobilità utile a liberare le tensioni e ritrovare una corretta postura delle quattro linee della colonna vertebrale. I continui salti rendono la pratica dinamica: “L'errore che spesso facciamo nelle pratiche dinamiche - continua Giuseppe - è di accelerare troppo la pratica e andare dietro alla mente. Dobbiamo cercare di rallentare e generare il processo inverso: rallentare il movimento per rallentare la mente. L'Ashtanga Yoga allora diventa un sistema di purificazione straordinario, che va dall'esterno verso l'interno. Si comincia ascoltando il corpo, l'elemento più tangibile, curando le articolazioni, la postura, la mobilità, e piano piano si arriva a lavorare col respiro fino a che la pratica diventa negli anni una meditazione in movimento”.

Metafora della vita

“Trovo l'Ashtanga Yoga una metafora della vita: ci sono momenti in cui tutto scorre molto facilmente e dei momenti faticosi. Tutte le serie hanno una fase morbida e un picco molto alto di fatica, di solito a metà della serie. L'Ashatnga Yoga insegna a non girare intorno ai problemi, ma ad affrontarli. Quando arriviamo a una postura sfidante e riusciamo ad avere un approccio non sfidante, allora ci si riesce a godere il momento e il progresso graduale ottenuto, senza forzare il corpo.
Di fatto, gli asana vengono quando ci si lascia andare e ci si abbandona all’asana. Questa pratica insegna proprio ad accettare per sviluppare resilienza; cercando un equilibrio dato innanzitutto dal controllo del respiro”.

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