Giovedì, 18 Luglio 2024
Salute

Bonus Psicologo: 4 cose da sapere prima di iniziare un percorso psicologico

La necessità di trovare una stabilità e un benessere interiore e psicologico è diventata prioritaria. Ecco cosa bisogna sapere prima di iniziare un percorso di psicoterapia

Dal Governo arriva l’incentivo per combattere lo stress, l’ansia e la depressione a seguito degli anni di pandemia che hanno afflitto il nostro Paese. Le conseguenze psicologiche, oltre che economiche, sono state molte: per questo è stato introdotto il bonus psicologo che consiste in un buono fino a 600 euro destinato a tutti i cittadini italiani che manifestano un disagio psicologico.

Il primo passo per usufruire del bonus è rivolgersi al proprio medico di famiglia che dovrà poi prescrivere gli incontri con uno psicologo ai propri pazienti. Per usufruire del bonus non è previsto alcun limite di età e può essere richiesto da tutti, purché si abbia un Isee più basso di 50mila euro. 

Non è ancora chiaro se e con quale diagnosi si potrà richiedere ma verrà erogato dal medico di base, purché si rispettino i requisiti sopracitati. 

Quello che è chiaro è che il voucher è di massimo 600 euro a persona per il benessere psicologico, per un totale stimato di almeno 16.000 individui impattati positivamente dall’incentivo, fino a esaurimento fondi. Il Bonus Psicologo, fortemente richiesto da più parti per aiutare quante più persone ad affrontare il post-pandemia, attira gli italiani, che iniziano quindi a ricercare lo specialista più adatto per ottenere supporto psicologico. Anche online, dove le ricerche sono cresciute del +855% nell’ultimo mese sulla parola chiave “bonus psicologo”, e del +60% per la ricerca di “psicologo online”. 

Un interesse verso il Bonus Psicologico confermato anche da Serenis, la piattaforma che affianca le persone nella ricerca di un giusto e soddisfacente percorso psicologico individuando lo psicoterapeuta più adeguato a loro, che lancia un messaggio, forte dell’esperienza a contatto con i pazienti: l’interesse verso il Bonus Psicologo non sempre coincide con la consapevolezza necessaria ad affrontare il percorso. E questa “asimmetria”, specie in mancanza di un’adeguata comunicazione in accompagnamento all’assegnazione del Bonus, potrebbe causare una dispersione delle risorse.

Questo è un rischio causato dal fatto che non appena si sbloccano degli incentivi economici da una parte la corsa al “bonus”, ma dall’altra nel nostro paese esistono ben 4,5 milioni di italiani che, pur avendo un disagio mentale diagnosticato, non hanno accesso alla terapia*. In che modo, quindi, assicurarsi di far “coincidere” i 16.000 che accederanno al Bonus con coloro che più potrebbero davvero beneficiare dell’incentivo? 

Secondo Silvia Wang, fondatrice di Serenis.it per evitare “la “corsa al Bonus” è necessario affiancare all’incentivo economico anche un’adeguata strategia di comunicazione e informazione. In questa direzione Serenis.it, ha definito le linee guida e le cose da sapere prima di iniziare la psicoterapia, per cogliere le opportunità del Bonus Psicologo con consapevolezza:   

1. Dedica la giusta attenzione alla scelta del terapeuta

I terapeuti non sono tutti uguali, o meglio non esiste il terapeuta “bravo” in senso assoluto, perché la terapia “si fa in due”. Una buona relazione paziente-terapeuta sta alla base di ogni percorso efficace, e per questo è fondamentale scegliere il professionista più adatto, in base all’esperienza in determinate aree, alla familiarità con certe categorie di persone ma, anche all’affinità di comunicazione. “La terapia online da questo punto di vista, superato il vincolo della vicinanza geografica, riesce ad ampliare significativamente il numero di terapeuti con cui è possibile entrare in contatto”, spiega Silvia Wang.

2. Consideralo un impegno sul medio periodo, come la palestra!

È una delle prime raccomandazioni di ogni allenatore sin dal primo ingresso in palestra: senza convinzione e costanza non si ottiene nulla. Lo stesso vale per un percorso di crescita personale. “Consideriamo il benessere psicologico come quello fisico, non un'azione limitata nel tempo (come una dieta o esercizio intenso ma breve), ma qualcosa di costante nel corso della vita - spiega Silvia Wang, che aggiunge - questo non significa che le sedute debbano durare per tutta la vita, ma, al contrario, che una buona psicoterapia può lasciarci un approccio e degli strumenti che nel medio tempo possano assumere anche una forma diversa, complementare alle sedute di psicoterapia in senso stretto”.

3. Coinvolgi chi ti sta più vicino: sarà un gioco di squadra

Il supporto di familiari, partner o amici fidati è fondamentale per il successo di un percorso, perché è la nostra rete sociale più stretta che ci dà sostegno emotivo e fiducia nei momenti di cambiamento. Spesso la terapia porta con sé uno stigma sociale che ci impedisce di parlarne con altri; superare questo pregiudizio, e coinvolgere - naturalmente nella misura in cui lo riteniamo opportuno - chi ci sta più vicino è, al contrario, un importante tassello per una terapia efficace.

4. Datti degli obiettivi e monitora i progressi

“Perché sei qui?” Questa è la domanda con cui tipicamente si apre il primo colloquio con un terapeuta. La ragione dietro questa domanda non è solo conoscere meglio la persona che si ha di fronte, ma iniziare a definire i contorni del problema e soluzioni e obiettivi che terapeuta e paziente possono definire insieme per valutare il progresso della relazione. “Il monitoraggio dei progressi della terapia è una parte integrante del percorso stesso - conclude ancora Silvia Wang di Serenis - Gli obiettivi e il modo in cui raggiungerli possono cambiare nel corso del tempo, ed è per questo che è fondamentale costruire percorsi personalizzati, adatti ad ogni esigenza e tappa di vita di ogni persona.”
 

 
*https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=94130

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