Cappe da cucina: 4 tipologie per una casa smart

Cattivi odori in cucina? La soluzione sono le cappe. Elettrodomestici utili per liberare la cucina dai cattivi odori, ma possono diventare anche elementi d’arredo

La cucina è il luogo dove possiamo mettere alla prova le nostre abilità culinarie preparando deliziose ricette che rilasciano inebrianti profumi e appagano il palato. Ma non sempre è così. Spesso cucinare grigliate, fritti, cavoli o broccoli significa lasciare odori sgradevoli in casa anche se il risultato è una gioia per la gola.

Per far si che questo non accada in casa non può mancare la cappa, ormai obbligatoria per legge, questo elettrodomestico libera l’ambiente da fumi, vapori e agenti inquinanti.

Le cappe oltre ad avere grande utilità in casa sono diventati anche dei veri e propri elementi d’arredo. Realizzate in acciaio o vetro e grazie al loro design oltre che per le loro caratteristiche sempre più smart sono l’ideale per rinnovare la cucina e regalarle un tocco in più, 

Ma, prima di scegliere il modello che si addice alle nostre esigenze è utile scoprire tutte le proprietà di questo elettrodomestico.

Le caratteristiche della cappa

Lo scopo della cappa in cucina è quello di eliminare gli odori, i fumi e il vapore per avere un ambiente sano, privo di agenti inquinanti. Diventata obbligatoria, per essere a norma deve avere la stessa larghezza, o più grande, del piano cottura, le dimensioni consigliate variano tra i 60 e i 120 cm. La cappa deve essere montata ad una distanza dai fornelli che oscilla tra i 65 e i 90 cm, molto dipende dal tubo per l’evacuazione dei fumi. Infine, la rumorosità deve essere compresa tra 50 e 70 decibel.

In commercio esistono due tipologie di cappa:

  • aspirante: l’aria per essere purificata, passa attraverso un sistema di filtri antigrasso realizzati in alluminio o acciaio. Una volta pulita dalle scorie entra nella canna fumaria che la porta all’esterno;
  • filtrante: viene installata in quelle cucine prive di un tubo per la ventilazione verso l’esterno. Questo modello preleva l’aria viziata, la purifica dagli odori e i fumi e la restituisce pulita.

Per essere a norma, la cappa deve essere abbinata agli elettroventilatori che garantiscono un ricambio dell’aria più efficiente. I filtri più funzionali sono quelli a carbone attivo che riescono a trattenere tutte le impurità e le più minuscole particelle di odore.

Tipologie di cappe da cucina

Esistono varie alternative che rispecchiano i gusti personali e il tipo di cucina in cui montare la cappa. Ecco 4 tipologie:

  • a parete: detta anche a camino per la sua forma, è indicata per quelle cucine che si sviluppano lungo il muro. Realizzata in acciaio inossidabile ha un design elegante che spesso spicca all’interno della cucina;
  • a isola: sospesa e ancorata al soffitto, ha uno stile moderno che si adatta alle cucina con il piano cottura inserito nell’isola;
  • a incasso: anche questo modello è definito a caminetto ed è montata in quelle cucine che hanno il piano cottura a ridosso dell’angolo. Realizzata in acciaio, si adatta ai contesti sia moderni che classici;
  • a incasso: la cappa viene inserita all’interno di un pensile, per questo viene chiamata anche cappa sottopensile. La caratteristica di questo modello è che non è a vista ma è coperta dall’anta del mobile. Molto pratica ha un livello di aspirazione efficiente.

Installazione e manutenzione della cappa

Il corretto funzionamento della cappa è fondamentale per liberare la cucina da agenti inquinanti, ma per funzionare al meglio l’installazione deve essere realizzata da personale specializzato.

La manutenzione invece, dipende dalla tipologia di filtri, quelli a carboni devono essere sostituiti una volta ogni tre mesi, i filtri metallici invece possono essere puliti periodicamente.

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Cappa aspirante 60 cm

Cappa aspirante sottopensile

Cappa sospesa

Cappa inclinata

Cappa con filtro a carboni attivi

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