Cronaca

25 aprile a Misano, Piccioni: “76 anni fa l’Italia uscì dall’oppressione ma tanto altro dobbiamo fare"

Il Presidente dell’ANPI misanese, Nicola Semprini: "Che questo 25 Aprile ci conduca ad una nuova stagione di speranza, da vivere come se ogni giorno fosse il 25 Aprile”

mattina Misano Adriatico ha commemorato il 76° Anniversario della Liberazione d’Italia con la deposizione di corone d’alloro nei luoghi simbolo: al Monumento ai Caduti di Misano Monte, in piazzetta Matatia a Misano Adriatico e al monumento davanti al Palazzo Comunale. Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco Fabrizio Piccioni e il Presidente dell’ANPI misanese, Nicola Semprini. "Il 25 aprile - ha dichiarato il primo cittadino - è una di quelle giornate che hanno il grande valore di unire la gente. Assistiamo in ognuno di questi appuntamenti, così significativi nel corso dell’anno, al tentativo divisivo di sminuirne il valore, di attenuarne o deviarne il significato. La libertà di poter agire in questo modo è nell’impianto democratico che il nostro Paese garantisce. Sono convinto ci sia quindi un motivo in più per raccoglierci in una profonda riflessione. Quel mercoledì 25 aprile del 1945 fissa un punto cardine della democrazia che oggi garantisce libertà di pensiero e di espressione dei propri valori. 76 anni fa l’Italia uscì, con un costo enorme, dall’oppressione di chi non voleva che la gente fosse libera di sapere, fare o pensare. Nei decenni a seguire il nostro Paese ha fatto altri passi verso una piena democrazia, taluni li ha fatti con grave ritardo. Ne mancano altri: ci stiamo rendendo conto quanto, ad esempio, ci sia ancora da fare per garantire alle donne reali pari opportunità e quanta strada occorra ancora fare per contrastare le discriminazioni di ogni genere. Come lo scorso anno, per i motivi che ben sappiamo e legati al contrasto dei contagi, non è stato possibile festeggiare insieme il 25 aprile, Festa della Liberazione d’Italia. Da quando sono Sindaco non mi è stato ancora possibile farlo insieme ai miei concittadini. Nel deporre le corone d’alloro davanti ai luoghi della città che sono simbolo di una conquista fondamentale, ho voluto trasmettere a tutti i misanesi l’incoraggiamento a proseguire con impegno e responsabilità, ma soprattutto insieme, il cammino verso la democrazia piena, all’insegna di solidarietà e vicinanza ai bisogni che la pandemia ha brutalmente scoperchiato".

"Anche quest’anno non potremo festeggiare e celebrare tutti insieme in piazza la nostra festa, il 25 Aprile, la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo - ha aggiunto Nicola Semprini, Presidente Anpi Misano Adriatico - ma questo non significa che non ricorderemo in maniera adeguata questa storica data, il giorno che ha segnato la fine delle sofferenze causate dal ventennio di dittatura fascista e dai cinque tragici anni della seconda guerra mondiale, e tutte le donne e tutti gli uomini che, con la loro lotta e il loro sacrificio, ci hanno donato la libertà e la democrazia. E lo possiamo fare, ad esempio, deponendo un fiore sotto le targhe nelle vie e nelle piazze che sono dedicate o intitolate ad antifascisti e partigiani. Questo è solo uno dei tanti modi per tenere viva la memoria delle donne e degli uomini che si sono ribellati al fascismo e all’orrore della guerra ed hanno combattuto e sono caduti per la libertà. Ed insieme a loro è giusto e doveroso ricordare chi, dopo la Resistenza, ha guidato il nostro Paese nella sua ricostruzione civile e morale, e ci ha lasciato l’eredità più importante della Lotta di Liberazione: la libertà, la democrazia e tutti gli altri diritti sanciti indelebilmente nella nostra Costituzione. Anche in questo momento molto difficile per il nostro Paese è necessaria una nuova primavera, una ricostruzione nel segno della giustizia sociale, dell’equità e dell’unità del Paese, dopo questo lungo inverno che dura ormai da più di un anno. Un 25 Aprile, quindi, che ci conduca ad una nuova stagione di speranza, da vivere come se ogni giorno fosse il 25 Aprile: difendendo ed espandendo la libertà, la democrazia e la pace conquistate da pochi, ma che sono per tutti".

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